Chi se la prende con il mondo senza interrogarsi su se stesso
è miope. Credere che il disordine sia là fuori, in qualcosa da correggere,
riformare, abbattere. La politica, l'attivismo, il progresso, tutte parole che
promettono di agire sul mondo come si agisce su un oggetto esterno, separato da
chi lo maneggia. L'obiezione classica è che il mondo continua a fare schifo
anche quando le persone migliorano. La guerra esiste indipendentemente dal mio
stato interiore. Il corrotto comanda a prescindere da quanto io sia integro.
Vero. Ma difatti non si sostiene che l'uomo "trasformato" fermi le
guerre con la meditazione. Si sostiene che ogni sistema umano è la somma esatta
di chi lo ha costruito e di chi lo ha lasciato fare. Chi non ha fatto i conti
con la propria invidia costruisce gerarchie che puniscono il merito. Chi non
riconosce la propria mediocrità la perseguita negli altri. È così via. Il
corrotto non governa nel vuoto. Governa perché altri, non
"trasformati", non onesti con se stessi, lo eleggono, lo coprono, lo
imitano, lo invidiano in silenzio. È struttura. Non è banale pensiero positivo,
non è un concetto new age. Lo diceva Socrate 2400 anni fa. Il cambiamento reale
comincia interiormente, dove fa più paura guardare.
