Il messaggio fu chiaro

Eppure all'inizio il messaggio fu chiaro. Lampante, palese, inequivocabile, squarciante qualsivoglia menzogna. Le moine dell'avvocato, le sue parole al miele, i falsi limiti temporali, i toni paternalistici, il ricorso ad un patriottismo da balcone, malcelavano la svolta autoritaria. Non riuscivano ad occultare la violenza, la forza d'urto, l'impeto del mutamento in corso, la sua natura sconvolgente l'esistenza, travolgente il conosciuto. La cruda verità, talmente nitida da essere scorta anche sotto le mentite spoglie della tutela della pubblica salute, talmente forte da emergere con vigore inaudito dal fogliame umido e fangoso della nascente crisi sanitaria, è che avevamo già perso ogni diritto. Che tutto poteva esserci tolto senza appello, senza certezze se non quella di distruggere da parte di chi, mellifluo, propugnava quei provvedimenti. Allora, come oggi, tutto si basava su fragili teorie. Non toccare questo, stai lontano da quell'altro, stai chiuso in casa, non respirare senza mascherina, resta sul divano, immobile, mentre tutto attorno a te è in divenire. Mentre il mondo cambia, irreversibilmente. Ed oggi, a che punto siamo arrivati? Dove siamo giunti grazie agli enormi progressi nella gestione dell'emergenza? Ad essere perennemente in emergenza, a sopravvivere in emergenza, a mangiare pane ed emergenza. A considerare normalità l'emergenza. Perché era questo il fine, dal principio. Perché era l'"urgenza" come modus operandi che li svincolasse da ogni dibattito o parvenza democratica la soluzione per privarci d'ogni cosa, in assenza d'ogni fondamento logico, giuridico e scientifico. La salute non si tutela con un lasciapassare, impedendo ad un individuo sano e libero di tagliarsi i capelli o di bere un caffè al bar. Quello che sta accadendo è solo uno stupro, una reiterata e insensata aggressione all'essere umano ed alla sua natura. Un attentato all'esistenza di tutti, vaccinati e non vaccinati, senza distinzione alcuna. L'uomo non può essere ridotto e compresso in un QR code, non può essere vittima di tale atrocità. Lo dice il suo spirito, lo conferma la sua storia. Che ne dicano i volgari menestrelli del terrore.




Lo stantio antifascismo

È un argomento vecchio, già stradibattuto, eppure quando si tira fuori la questione dell'antifascismo saltano subito fuori quelli che: "ah ma allora siete fascisti".

Non attaccano tali accuse, chi è ancora legato a queste etichette deve capire, una volta per tutte, di essere stato vittima di un raggiro. È difficile ammetterlo, ma bisogna fare questo sforzo di onestà intellettuale. Nonostante esista una minoranza di nostalgici di epoche passate, noi sappiamo bene che il fascismo è stata una parentesi storica che va contestualizzata e non replicabile nei tempi attuali. Il termine “fascismo” non può essere utilizzato come sinonimo di dittatura, se si è contro i regimi dittatoriali bisogna esserlo verso quelli dei propri tempi. E’ ingenuo pensare che la storia dei regimi si sia fermata al 1946. Certo, la retorica antifascista propagandata nelle scuole ha sempre insegnato che viviamo in un'epoca democratica, di progresso, attenta alle minoranze. In realtà non è così, il potere ha solo cambiato pelle, ma è sempre stato molto riconoscibile nei suoi intenti.

Qualcuno ammonisce di non fare di tutta l'erba un fascio verso i movimenti che si dichiarano “antifascisti”, invece bisogna fare proprio così, perché oggi definirsi in tal maniera, quando l’unica ideologia rimasta da tempo è quella liberale, dei cosiddetti “mercati” e i loro deus ex machina, non è ammissibile.  Il liberalismo monopolizza la politica calpestando popoli e culture. Demonizza in tutti i modi regimi del passato semplicemente per utilizzarli come metro negativo di paragone, per dimostrare la propria bontà. Ma è un sistema che è sempre stato democratico solamente di facciata dal momento che, alla resa dei conti, un pool di banchieri e finanzieri, non eletti da nessuno, decide la solidità di un paese, il suo governo, le sue leggi e la sua economia, indicando cosa si deve o non si deve produrre. I media sono a senso unico e seguono linee ben precise, la libertà di stampa è un’altra illusione. Non esiste alcun progetto politico che non sia al servizio di élites, sono loro che nominano direttamente i governi nazionali.

Bisogna prendere piena consapevolezza di vivere in una democrazia presunta, con personaggi a servizio di interessi oligarchici. Uomini che governano le nostre vite pur non essendo legati a nessuna espressione di volontà popolare. Ogni governo nazionale è sottoposto a ricatti ed il parlamento è esautorato di ogni decisione e vincolato agli interessi del mercato.

Il punto è esattamente questo, che mentre il potere decisionale è legato ad élites ed a tecnocrati, col dito si sono sempre indicate le figure defunte di Mussolini o di Hitler. Certamente è stata una ottima tattica, riuscita, ma nel 2022 questo ridicolo dibattito non dovrebbe più presentarsi. E questi giorni possono aiutare a comprendere tali semplici evidenze.



2022, un anno cruciale

Il 2022 sarà un anno cruciale, e l'Italia, sul piano della sperimentazione internazionale, continuerà ad essere protagonista. Il nuovo ordine sanitario diverrà sempre più stringente, e con ogni probabilità si passerà dal regime dell'estorsione a quello dell'imposizione (ossia dell'obbligo), essendosi il primo scontrato con lo zoccolo duro degli irriducibili. La forma più probabile - ma non la più desiderabile, essendo inevitabilmente meno vincolante - sarà mantenere apparentemente l'impalcatura dello stato di diritto rivestendolo tuttavia di un reticolo di prescrizioni coatte legittimantesi sullo stato di emergenza permanente. L'obbligo di fatto, ossia quando le prescrizioni saranno tali da investire sfere vitali dell'esistenza, sarà dunque, formalmente, adesione volontaria e giustificata. Il cittadino chiederà di essere ammesso in società ma non avrà la possibilità di escludersene. Lo stato di emergenza finirà in quanto eccezione, ma la forma di governo che ha inaugurato sarà introiettata dalle istituzioni, probabilmente con la creazione di organismi o strutture politiche ad hoc che ne prolunghino e normalizzino i poteri. Si tratterà delle prime autentiche strutture di governo post-democratiche, perché non basantesi sul principio rappresentativo e non legittimantesi sulla prassi elettorale. Convivranno con l'istituzione parlamentare, almeno in questa fase, la quale però nel frattempo, svuotata delle sue prerogative, vedrà ridimensionare poteri e competenze a pura funzione di prestigiosa presenza simbolica. Attendiamo inoltre il superamento palese dei dettami costituzionali, che sarà sancito dal perseverare dell'attuale modello di governo autoritario oltre la fine dello stato di emergenza. In particolare, crediamo non sia da escludere la fine della separazione dei poteri nella forma di un super presidenzialismo che accorpi anche funzioni legislative, di garanzia e di governo. L'emergenza climatica si affermerà con prepotenza. Crediamo che l'accelerazione vertiginosa con cui si stanno completando le tappe del nuovo ordine sanitario siano propedeutiche alla necessità di spostare energie e operatività in questo nuovo ambito di interesse. La sua gestione non passerà attraverso stati di emergenza eccezionali, ma avendo già abituato la popolazione alla nuova disciplina sociale, si applicheranno i frutti della sperimentazione degli ultimi due anni a questa nuova esigenza. Prepariamoci a lockdown/razionamenti energetici (o qualcosa di analogo) e alle varie forme di ricatto ed estorsione sociali che ci sono note. Il tutto in un clima di crisi economica del ceto medio che aprirà a forme sempre più vincolanti di soccorso statale e relativa dipendenza e indebitamento. Sul piano internazionale attendiamo invece il consolidamento del prestigio di Draghi, il quale grazie al sangue degli italiani (letteralmente, visto i tassi di inoculazione), ha dimostrato di avere le carte in regola per guidare senza scrupoli il nuovo corso dell'UE. Tutto questo, si intende, se le cose seguiranno il loro corso senza rivolgimenti, cambi al vertice o sconvolgimenti epocali. A Dio e agli uomini l'iniziativa.



'Il castello sta per crollare' e le illusioni del web

Chi ancora oggi è convinto di poter usare gli strumenti del diritto, della protesta pacifica o della persuasione, è incapace di guardare la realtà.

Ricordiamo che alle persone viene impedito di lavorare, entrare in un bar o salire su un autobus, non perché non abbiano il 'super green pass', ma perché sono considerate pericolose per gli altri per il solo fatto di 'esserci'. Già il fatto che questo sia possibile, che nessuno possa fare niente, che nessuno abbia un potere d'intervento, che tutto regga e anzi si consolidi, indica una débâcle pressoché totale, di cui è possibile solo prendere atto.

Se si capisse che quanto sta accadendo non è inoltre provvisorio, non serve 'a vendere più vaccini possibile' (ogni considerazione affaristica è qui parecchio ingenua), ma è la costruzione di una realtà in cui ci stanno costringendo a vivere, riusciremmo a vedere 'il dominio', e non la politica.

Guardare i dibattiti in tv significa non capire che tutto si sta svolgendo dietro lo schermo. Che viene presentato l'intrattenimento, lo scontro, la discussione, mentre la realtà procede in un'unica direzione, fuori da ogni dibattito televisivo o internettiano.

Si guardi alle misure prese ormai da due anni. Si può discutere all'infinito sui media del contagio, sui vaccinati o i non vaccinati, ma alla fine, i non vaccinati sono pericolosi per il mondo intero. E vanno isolati e rinchiusi. Questo sta accadendo. E non c'è alcun dibattito. Ma l'ottimista, limitato nelle sue considerazioni umanistiche, incapace di cogliere la violenza trasformata in ordine e legalità, la menzogna trasformata in scienza, l'odio e il fanatismo in salute pubblica, continua a vedere una catena di comando fatta di incapaci, cialtroni, inetti, e non comprende la volontà in tutto quello che sta accadendo, non ne vede la determinazione, la sicurezza e la forza, ma anche l'offesa, la violenza, il disprezzo. Non ne vede, soprattutto, il suo accadere alla luce del sole. Per questo l'ottimista deve negare, per poter sopravvivere. Deve chiudersi gli occhi. Deve dire 'non è vero', 'ci stanno solo impressionando', 'cercano di farci paura', 'sono allo stremo', 'il castello sta per crollare', 'stanno impazzendo'. Non può sopportare quello che accade, ed è costretto a vederlo come una finzione, nello stesso momento in cui avviene realmente. Oppure, deve negare la violenza delle leggi, la loro sopraffazione, la loro assurdità, interpretandole come se non dicessero quello che dicono.

In quest’ottica i social network diventano droga di stato. Operazione Blue Moon. Paradisi artificiali con discussioni stantie. Coscienze assopite. Rimaste a un mondo vecchio, che sta crollando. Anzi, spazzato via a marzo 2020. Il popolo e i politicanti. Un vecchio mondo che è rimasto solo nelle teste di qualcuno. Illusioni, inganni, miserie e menzogne.

I più scollati dalla realtà poi, sono i neospiritualisti. Stiamo fermi e preghiamo. Viso assente e sognante. Mentre la violenza si consuma intorno. Tanti like. Perché Facebook deve far stare bene. E l'importante è pensare che vada tutto bene. Pace amore. E un lungo sonno.

Il nuovo ordine agisce e non pensa. Perché il suo pensiero è Intelligenza Artificiale. Programmato per l'obiettivo. Non ci sono due schiere di uomini. Non perché dall'altra parte non ci siano persone. Ma perché dall'altra parte, hanno i mezzi - tutti i mezzi - per catturare, dominare e comandare gli esseri umani. Fino alla consegna dei corpi. Qualcuno si risveglierà. Tra le macerie.



L'importanza del vincolo sociale

Non vi è società se non nel vincolo di solidarietà e rispetto che lega il simile al simile. Non vi è società se non nel reciproco riconoscimento della dignità dell'altro, che si esprime nel suo diritto a decidere di sé, del proprio corpo e della propria felicità e realizzazione. Non esiste una società del ricatto, della discriminazione, del sopruso: esiste un'unica società, ed è quella in cui il prossimo è oggetto di considerazione e di cura, e non di diffidenza e rancore.

Chi, in questi anni di “pandemia”, ha incitato l'odio, fomentato il disprezzo, alimentato la divisione, ha scelto di essere nemico della società. Chi ha allontanato il prossimo, lo ha deriso per le sue scelte, lo ha insultato per la sua perseveranza, ha rinunciato a vivere con gli altri. Rinchiusi nella solitudine condivisa della collettività atomizzata, quelli che un tempo furono fratelli, oggi sono estranei, domani forse nemici.

La società è preservata, nel presente e per sempre, solo dove il vincolo sociale è confermato da un patto d'amore per la propria terra e per coloro che ne condividono le sorti.

A coloro che hanno la responsabilità di decidere di milioni di vite, dunque diciamo: ritornate sui vostri passi e ritrovate l'orgoglio di quella passione politica che forse vi animò nel principio. Ci fu un tempo in cui forse credevate anche voi a valori come la giustizia, la verità e la bellezza. Ci fu un tempo in cui forse pensavate, con l'idealismo e l'ingenuità tipici della gioventù, di poter contribuire a edificare la casa comune in nome di una visione alta e nobile.

Guardatevi adesso: state rinunciando alla civiltà per edificare una nuova epoca dell'inumano e della barbarie, di cui senz'altro le vostre madri e i vostri maestri si vergognerebbero.



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