Esercito italiano

In Italia l'esercito è pagato per fare cosa esattamente?
Crediamo sia una domanda legittima dati i numeri.

Le Forze Armate italiane contano oggi circa 165.000 militari in servizio. Di questi, 21.598 sono ufficiali,  una percentuale sproporzionata rispetto a qualsiasi logica operativa. Leggiamo che su 165.556 uomini censiti nel 2019, le Forze Armate italiane contavano 19.969 ufficiali, 63.826 sottoufficiali e 81.761 militari di truppa e volontari. Più di un ufficiale ogni due soldati effettivi. Un esercito di generali senza esercito insomma.

Leggiamo inoltre che la Corte dei Conti ha rilevato che il 65,7% delle risorse finanziarie della Difesa è destinato alle spese per il personale, contro una media NATO che dovrebbe orientarsi verso una distribuzione molto più equilibrata tra personale, esercizio e investimenti. Insomma qui in Italia si spende la quasi totalità del budget militare per pagare stipendi, non certo per addestrare, per equipaggiare, per operare. 

L'Italia detiene il primato di essere il Paese NATO con la percentuale di spesa per il personale più alta di tutta l'Alleanza. 

Vorremmo sapere, cosa fanno, concretamente, queste persone? Molti presidiano strutture il cui scopo è opaco, svolgono turni ridotti, gestiscono burocrazia interna, occupano posizioni create appositamente per giustificare gradi e stipendi. 

Si è costruita una struttura pensionistica travestita da forza armata. Il risultato è un apparato che consuma risorse senza produrre capacità, che occupa spazio istituzionale senza presidiare territorio, che esiste per perpetuare sé stesso. Miliardi spesi non per difendere il Paese, ma per mantenere in vita un sistema che non è un esercito. È una rendita in divisa.