Come è già accaduto con la prima parte, “Dal
nichilismo alla trascendenza: il black metal come fenomeno spirituale”,
tradotto in tre lingue, sentirete parlare poco di questo libro dalle riviste di
settore.
Perché abbiamo dedicato due volumi a una forma musicale che la cultura
ufficiale considera marginale, adolescenziale, al limite grottesca? La risposta
è all'interno del testo.
Questa seconda e ultima parte, percorre il genere come nessun altro ha fatto finora. È un'analisi geografica e spirituale: come questa musica, nata in un preciso momento storico e culturale del Nord Europa, si è propagata in ogni angolo del mondo trasformandosi — assorbendo le tensioni locali, le tradizioni precristiane, le crisi identitarie, le esigenze ascetiche che ogni civiltà porta con sé in modi diversi.
Il black metal come fenomeno globale non è mai stato letto attraverso la lente
della Tradizione, della ricerca interiore, del rapporto tra uomo e sacro — nei
suoi aspetti più oscuri e più alti al tempo stesso. Qui lo è.
Chi legge questi testi sa già che non cerchiamo il consenso facile. Chi li
ignora, per convenienza o per paura, conferma involontariamente la necessità di
scriverli.
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