Ogni tanto torniamo su questo argomento che ci rende tanto antipatici, ma è necessario.
Il narcisista non esiste.
O meglio, esiste, ma non è il tuo ex. Non è la tua ex. Non è quella persona che ti ha fatto stare male due anni fa e che ora hai etichettato con una diagnosi presa da un video della Bruzzone.
Il "narcisismo" è diventato la parola più abusata del decennio. Prima era "tossico". Prima ancora era "manipolatore".
Sappiate che c'è un'industria intera, composta da psicologi compiacenti e "influencer" del benessere emotivo che campa su questa roba.
Il meccanismo è sempre lo stesso, trasformare ogni relazione andata male in un crimine, ogni ex in un mostro clinicamente classificabile, ogni persona ferita in una vittima certificata.
La realtà delle relazioni umane è però differente.
Dietro la maggior parte di queste storie non c'è nessun narcisista. C'è una persona insicura che non sa cosa vuole. C'è un'altra persona che sceglie, inconsciamente, sistematicamente, chi la tratterà male, perché è l'unico tipo di amore che riconosce come reale. C'è chi confonde l'intensità con la profondità, il conflitto con la passione, il bisogno con il desiderio. C'è chi non ha mai fatto i conti con sé stesso e riversa su un'etichetta diagnostica la responsabilità di quella mancanza.
Una analisi seria sa che le relazioni disfunzionali si costruiscono in due. Che chi attrae ripetutamente lo stesso tipo di persona dovrebbe smettere di studiare l'altro e cominciare a studiare sé stesso. Che la domanda non è "perché lui è così?" ma "perché io scelgo sempre qualcuno così?"
Invece no. Abbiamo una guerra tra i sessi alimentata a diagnosi a colpi di reel. Gli uomini accusano le donne di essere narcisiste. Le donne accusano gli uomini di essere narcisisti. Ognuno è la vittima dell'altro. Ognuno ha il suo esperto digitale che gli dà ragione, che gli spiega perché ha ragione.
A "qualcuno" conviene così, mantenere le persone nell'identità della vittima, immobili, risentite, dipendenti da chi le somministra e le convalida.
La guerra tra i sessi continua.