Il potere intelligente - Byung Chul Han

Il potere ha modi di manifestarsi assai differenti. La sua forma più diretta e immediata si esprime come negazione della libertà. Il potere, però, non si limita a piegare la resistenza e a estorcere obbedienza: non deve necessariamente assumere la forma di una costrizione. Il potere basato sulla violenza non rappresenta il potere massimo.
Il potere non necessariamente esclude, proibisce o censura. E non si contrappone alla libertà: può persino usarla. La tecnica di potere del regime neoliberale assume una forma subdola, duttile, intelligente e si sottrae a ogni visibilità. Qui, il soggetto sottomesso non è mai cosciente della propria sottomissione: il rapporto di dominio resta per lui del tutto celato. Così, si crede libero.
Quel potere disciplinare che, con un grande dispendio di forze e in modo violento, costringe gli uomini in un busto di ordini e divieti è inefficace: assai più efficace è la tecnica di potere che fa sì che gli uomini si sottomettano da sé al rapporto di potere. Questa tecnica vuole rendere attivi, motivare e ottimizzare, e non impedire o reprimere. La sua particolare efficacia deriva perciò dall’agire non per mezzo di divieti ed esclusioni, ma attraverso piacere e soddisfazione. Invece di rendere docili gli uomini, cerca di renderli dipendenti.
Il potere intelligente, benevolo non opera frontalmente contro la volontà dei soggetti sottomessi, ma la guida secondo il proprio profitto. Esso è più affermativo che negativo, più seduttivo che repressivo. Si impegna a suscitare emozioni positive e a sfruttarle. Seduce, invece di proibire. Più che opporsi al soggetto, gli va incontro.

Il potere intelligente si plasma sulla psiche, invece di disciplinarla o di sottoporla a obblighi o divieti. Non ci impone alcun silenzio. Piuttosto, ci invita di continuo a comunicare, a condividere, a partecipare, a esprimere le nostre opinioni, i nostri bisogni, desideri o preferenze, e a raccontare la nostra vita. Questo potere intelligente è, per cosí dire,piú potente del potere repressivo. Si sottrae a ogni visibilità. La crisi della libertà nella società contemporanea consiste nel doversi confrontare con una tecnica di potere che non nega o reprime la libertà, ma la sfrutta. La libera scelta viene annullata in favore di una libera selezione tra le offerte.
Il potere intelligente, dall’aspetto liberale, benevolo, che invoglia e seduce, è più efficace del potere che ordina, minaccia e prescrive. Il like è il suo segno: mentre consumiamo e comunichiamo, anzi mentre clicchiamo like, ci sottomettiamo al rapporto di dominio.

Il potere intelligente legge e interpreta i nostri pensieri consci e inconsci. Si basa su un’auto-organizzazione e un’auto-ottimizzazione volontarie. Così, non deve superare alcuna resistenza. Questo dominio non richiede un grande dispendio di forze, né alcuna violenza, perché semplicemente accade. Esso vuole dominare cercando di piacere e creando dipendenze. Così, al capitalismo del like è da ricondurre la seguente avvertenza: Protect me from what I want.

Fonte: tratto da "Psicopolitica" di Byung Chul Han (Ed.Nottetempo)


ll nuovo totalitarismo e la rivoluzione della coscienza


Per "coscienza" non si intende ciò che normalmente viene confuso o inteso per essa, ovvero la sensibilità o le varie norme etico-morali, che pure hanno la loro importanza.
Per "coscienza" intendiamo quell’insieme di livelli “sottili”, "invisibili", "interiori", che fungono essi stessi da direzione per l’attività umana nel mondo della materia, e che hanno leggi “oggettive”, basate sulla coniugazione dei saperi di tipo metafisico con le ultime scoperte della scienza (fisica quantistica, delle particelle e neuroscienze).
Livelli che vanno purificati dalle scorie della penetrante azione mondialista (manipolazione mediatica; stili di vita decadenti; abuso tecnologico; adorazione emulativa di idoli dello spettacolo; svilimento delle caratteristiche sessuali, etnico-nazionali, tradizionali; ecc.), e poi difesi e potenziati con l’attività spirituale.
Dunque: «L’unico principio che abbiamo è solo ed esclusivamente la “coscienza”; una norma interiore connessa a una dominante superiore. Invece, per l’azione nel mondo esterno, risulta una teorica possibilità di tutto, oggettivandosi, però, la legge karmica per cui “ogni azione paga il prezzo di sé stessa in maniera assolutamente deterministica”.»
«Le “nuove élite” saranno costituite da individui sottopostisi ad un fuoco interiore, "distruttore" e "rigeneratore", secondo un’autorealizzazione individuale, una via non ortodossa, “della mano sinistra”, della “trascendenza distruttiva”, personale e non irreggimentata, tipica delle fasi finali del Kali Yuga.»
Alla base di queste nuove élite e di questa rivoluzione della coscienza vi sarà un “nuovo tipo umano”: «Quest’individuo sarà un’“Anarca”, il quale, a detta di Ernst Jünger, “non si sottomette alle leggi della società ma è alla continua ricerca di una legge naturale o cosmica”». 

R.Siconolfi


Inganno Covid - Cina e americanismo

Si è scritto che il liberalismo/mondialismo sono stati battuti dal Covid. L'unica cosa che il Covid non ha vinto, ma perfezionato e reso ancora più potente è la globalizzazione, il mondialismo e tutto quello che va sotto il pittoresco nome di NWO. Amazon per es. (dati alla mano, vedi nota (1)) ha fatturato nei tre mesi di incarceramento (non va chiamato "lockdown" o quarantena, ma incarceramento abusivo e coatto) come non mai nella sua storia. Le grandi multinazionali, il capitale internazionale, le banche, assicurazioni hanno fatto guadagni astronomici e stanno comprando a prezzi stracciati TUTTO. Mentre alberghi, piccole attività, imprenditori e negozi non stanno riaprendo, si stanno suicidando e stanno facendo banca rotta, le multinazionali, le banche e la Silicon Valley stanno facendo guadagni e affari che mai avrebbero potuto fare se non in una situazione del genere. Si dice che le frontiere sono state chiuse e quindi il liberalismo ha subito un colpo d'arresto. Falso! Le frontiere son state chiuse per i cittadini europei, ma non certo per le ONG e gli sbarchi che si sono quadruplicati in questi mesi, oppure per le merci del mondialismo (abbiamo fatto l'esempio di Amazon, ma gli esempi son tanti, vedi la nota per approfondimento) o per il capitalismo finanziario che ha fatto affari d'oro in questi tre mesi aumentando fame, disoccupazione, disperazione e allargando i divari sociali.

Il Covid è una frode, paragonabile al 9/11. Un evento inesistente, pianificato a tavolino e preconizzato: vedi Evento201, il coronavirus immaginario al centro della simulazione dell’Evento 201, avvenuto con la collaborazione tra il Johns Hopkins Center for Health Security, il World Economic Forum e la Bill and Melinda Gates Foundation, si chiamava CAPS, e iniziò con i suini in Brasile prima di diffondersi in tutto il mondo; oppure vedi Bill Gates ID2020 (https://id2020.org/). Numeri falsi, morti inesistenti, spettacolarizzazione del tutto (vedi camion militari a Bergamo), problema inesistente, soluzioni volute. E' "l'11 Settembre" del 2020. Un nuovo 9/11 americano, ma questa volte con la complicità (o l'aiuto) cinese. L'OMS, mezzo e artefice esecutivo di questa menzogna globale, è un organo a direzione politica cinese e finanziamento americano (si pronuncia Bill Gates, ma si legge Rockefeller e tutto il sistema finanziario americano annesso... Già il nonno di Bill Gates lavorava per i Rockefeller).

Quello che si pensa sia un "approfittarsi di una situazione" è in realtà un trarre beneficio da un evento pianificato fin dall'inizio, come per il 9/11. Questa è un'accelerazione del mondialismo, del liberismo, del controllo globale, dell'imposizione delle tecnologia come mezzo di controllo sociale e spersonalizzazione. Agamben ha sviluppato in maniera molto ampia alcuni di questi aspetti. Si tratta di un cambio antropologico e sociale, un attacco all'umanità. Pensare che sia solo un approfittarsene deriva dal fatto che non si mette in questione l'inganno alla fonte, vuol dire credere che davvero la Cina pensasse di avere un virus letale in casa e che non abbia fatto un circo, vuol dire credere che l'OMS (agenzia ONU) sia un'agenzia super partes e indipendente e che le sue dichiarazioni (peraltro sempre confuse e contraddittorie) siano frutto di onestà: famosa la frase "la Cina poteva solo perderci, se lo dice la Cina, se la quarantena l'ha consigliata la Cina, se la Cina denuncia la presenza di un virus vuol dire che è vero". Se si accetta la narrativa che esiste un virus più o meno assassino, diventa più difficile capire che le conseguenze erano volute e previste.

Le soluzioni date sono ed erano pianificate perché era ed è pianificato il "virus". Questo è il passo finale del sistema globale/liberal liberista. E' un perfezionamento di un cammino iniziato a inizi '900 che ha come sempre gli USA al centro, ma che ora vede altre potenze complici e pienamente attive.

La Cina, con i suoi sistemi distopici che fungono da modello (in fin dei conti lo chiamano "sistema cinese") e che fan sfigurare Huxley o Orwell, con il suo controllo digitale asfissiante, riconoscimento facciale, il 5G, i vaccini, l'incarceramento coatto per un "virus" di una influenza stagionale e la tecnologia/scienza usata in maniera distopica, onnipresente, anti-umana e immorale, non è altro che un americanismo 2.0. Paradigmatico che solo in Cina si possano fare esperimenti di ogni tipo, come per esempio mescolare geni di uomo e scimmia: "L’esperimento, nato da una collaborazione tra il Salk Institute americano e la Universidad Catòlica San Antonio de Murcia, è stato condotto in Cina per evitare complicazioni legali" (da https://www.lastampa.it/esteri/2019/08/03/news/in-un-laboratorio-cinese-il-primo-ibrido-umano-scimmia-l-esperimento-nato-da-collaborazione-usa-spagna-1.37295839); in questo paese gli scienziati di tutto il mondo, americani compresi come Fauci o come il caso appena citato, possono portare avanti ogni tipo di esperimento al confine della moralità. La Cina non è un'alternativa a livello morale, sociale, sanitario ed economico, ma una continuazione, una estensione di una globalizzazione perfezionata e molto più restrittiva grazie alla tecnologia. Come diceva Soros nel 2016: “la Cina guiderà il Nuovo Ordine Mondiale” (qui video originale in inglese https://www.databaseitalia.it/video-george-soros-nel-2016-la-cina-guidera-il-nuovo-ordine-mondiale/). Che poi ora lamenti che la Cina è un sistema totalitario poco importa, è l'ideologia che lo obbliga a dirlo, ma quando si viene a ciò che conta, i soldi e l'economia, Soros sa benissimo che la Cina va cavalcata. Oggi sta avvenendo quello che Soros nel 2016 si augurava. Così come è l'ideologia e non l'analisi dei dati economici che fan scrivere ad analisti deliri come "l'economia di Trump andava male". Niente di più falso, ma ormai per ideologia si dice di tutto senza tenere conto dei fatti. Anzi il Covid, e questo sì è stato (forse) un effetto cavalcato a posteriori, sarebbe servito per abbattere l'economia americana che sotto Trump andava molto meglio rispetto all'era di Obama e comprometterne quindi la rielezione che avrebbe vinto a mani basse, soprattutto avendo sconfessato il Russiagate. Questa non è una difesa o simpatia di o per Trump: Trump sbaglia quando dice "virus cinese" perchè in realtà è uno pseudo-virus americano inventato con la complicità cinese. Trump sbaglia anche perché rimane legato alla vecchia idea degli USA egemoni. Non ha capito che ora chi è più furbo di lui e chi davvero detiene il potere negli USA (i banchieri o la Silicon Valley per es o i vari "Bill Gates") sta instaurando un nuovo ordine che ingloba anche la Cina. Cina che vende morte tanto quanto gli USA: 5G e vaccini su tutti. Tutto il resto (apparenti scontri di chi ci vende questi apparati di morte) è per noi, detto nella lingua del padrone del discorso, "gossip".
Tralasciando il "business" tra Cina e Israele, e il fatto che in Cina producano quasi tutte le multinazionali americane e che conoscenze tecniche (know-how) e successo economico fino a prova contraria siano arrivati lì "grazie" anche ad esse, ecco altri esempi che esemplificano la connivenza di USA (nello specifico la Silicon Valley) e Cina: insieme han pianificato 37mila km di fibra internet sottomarina che fanno tutto il giro dell'Africa (con partecipazioni anche della Francia con Orange https://www.repubblica.it/tecnologia/2020/05/18/news/internet_progetto_2africa_37_000_chilometri_di_fibra_per_il_continente-257008894) e un maxi cavo internet sottomarino che collega la California con Hong Kong (Pacific Light Cable "A mettere a punto il progetto erano stati Alphabet, la holding a cui fa capo Google, insieme a Facebook e a un partner cinese, la Dr. Peng Telecom & Media group."); quest'ultimo cavo per ora è stato sospeso per la solita sinofobia di Trump, che, ripetiamo, ancora non ha capito che i veri signori del mondo hanno piani ben diversi dal classico vecchio imperialismo USA.
Trump sbaglia anche quando denuncia il 5Stelle come venduto alla Cina. Il 5Stelle è un organo dei banchieri internazionali (i Sassoon, quelli della guerra dell'oppio, finanziarono Casaleggio) che sintetizza egregiamente il nuovo ordinamento mondiale, ossia un sistema in mano ai banchieri/capitalismo americani e al neoliberismo che utilizza sistemi di controllo sociale cinesi, effettivamente molto più efficaci di quelli americani.

La Cina e il suo sistema hanno solo contribuito (direttamente o indirettamente) ad accelerare il discorso "americano": controllo sociale di massa, la onnipresenza della tecno-scienza, la globalizzazione dei monopoli, la lobotomizzazione umana e l'inganno globale.


nota: (1) Basta dare un’occhiata al Bloomberg Billionaires Index: sul podio di chi, rispetto all’anno scorso, sta guadagnando di più c’è non uno, ma ben due Bezos. Jeff e la sua (ex) moglie MacKenzie che pur essendosi di recente separata dal fondatore di Amazon ha tenuto un pacchetto azionario del 25%. Perché tra gli effetti post Coronavirus succede anche questo: che alcuni ricchi, diventino ancora più ricchi. Ecco allora dal petrolio alla moda, dall’ecommerce all’abbigliamento, chi in questo momento di emergenza sanitaria a livello globale, non solo non sta perdendo ma sta anche guadagnando un bel po’di quattrini.

Acquisti online:
Con i consumatori bloccati a casa, i negozi chiusi, le attività interdette, molte persone fanno affidamento sul commercio online e soprattutto su Amazon che ha visto così le sue azioni in Borsa salire giorno dopo giorno fino a portare la fortuna del fondatore Bezos a 145 miliardi di dollari, 30 in più dello scorso anno. Negli Stati Uniti Amazon, con l’incremento degli ordini, ha dovuto assumere 170 mila persone in più, aumentare gli stipendi e autorizzare straordinari. Ma le condizioni di lavoro sono solo in parte migliorate: per tutto marzo i giornalisti americani hanno raccolto testimonianze dai vari magazzini degli Stati Uniti che parlavano di cattiva gestione dell’emergenza. ( https://www.corriere.it/economia/consumi/20_aprile_17/coronavirus-vincitori-vinti-miliardari-bezos-amazon-superstar-b90c9dd0-8073-11ea-ac8a-0c2cb4ad9c17.shtml).




Virus: un mito fondativo


Non possiamo ancorare la vicenda del coronavirus 2020 a una realtà di tipo medico, possiamo osservarla solo a livello di dinamiche sociali e politiche, perché appartiene esclusivamente a quell'ambito.
Il virus è diventato il mito fondativo di un ordine di potere e dunque va affrontato dal punto di vista del suo impatto sociologico e politico piuttosto che medico o scientifico, ossia partendo dai suoi effetti sul mondo associato piuttosto che dalle cause fisiche che impattano il singolo. Questo perché i due aspetti hanno preso sin da subito binari indipendenti e pertanto si prestano a distinti livelli di valutazione. Crediamo sia inopinabile affermare che le crisi siano salutari per l'affermazione del potere: come ci ricordò Monti ai tempi, le nazioni rinunciano ad ampie fette di sovranità e libertà solo a patto di barattarle con la garanzia di essere sottratti a un pericolo.
Artificiali o no, le crisi sono il pane del potere e dell'autorità, che nel magma emotivo generato dal panico e dalla paura trovano legittimazione ad erigere nuove forme d'ordine.
Una cosa è certa: ogni mito fondativo è sottratto all'orizzonte critico dell'ordine razionale che istituisce, essendone il fondamento.
Di questi miti fondativi (storici, scientifici, politici) che non si possono discutere, ne conosciamo vari e numerosi, e non è il caso di elencarli. La pena è sempre la stessa: l'esclusione dalla società in tutti i modi in cui la società può escludere, in maniera tanto più grave quanto la voce che parla può essere considerata autorevole.

Possiamo concludere dicendo che dichiarazione di incomparabilità e sottrazione alla possibilità di critica sono le condizioni  necessarie affinché un evento possa diventare mito fondativo, ossia il punto zero di un ordine che da esso prende origine sia simbolicamente che sotto l'aspetto della legittimazione.
Quando sul Virus non si potrà più discutere, pena la stigma sociale e l'esclusione/reclusione/ritorsione, il Virus sarà entrato nella mitologia, e noi in un nuovo ordine.



Democrazia ed oligarchia - R.Michels

Tutti i partiti hanno un obiettivo parlamentare. La via su
cui essi muovono è la via legalitaria ed elettorale; loro scopo immediato è il conseguire influenza in parlamento; loro ultima finalità è la così detta conquista del potere politico. In tale guisa resta spiegato perché anche i rappresentanti dei partiti rivoluzionari entrino a far parte della assemblea legislativa. Ma il lavoro parlamentare che essi vi compiono, dapprima contro voglia, poi con crescente compiacimento ed interesse, li trasporta ancor sempre più lontano dai loro elettori. Le questioni che lor si presentano e che esigono di venir da essi seriamente studiate, hanno per effetto di allargare e di approfondire le loro cognizioni e di aumentare quindi sempre di più il divario tra loro e i compagni rappresentati.
Non è, adunque, soltanto un divario puramente iniziale tra i rappresentanti dei partiti detti rivoluzionari e i loro compagni, che l'attività parlamentare ingrandisce.
Addestrandosi nei dettagli della vita politica, nei particolari della legislazione, delle questioni tributarie, delle questioni daziarie e nei problemi della politica estera, i capi acquistano un valore che - almeno finché la massa si attiene alla tattica parlamentare, ma forse anche se vi rinunzia - li rende indispensabili al partito e ciò per il fatto ch'essi ormai non potrebbero più venir sostituiti senz'altro da altri elementi del partito non facenti parte del meccanismo burocratico perché accudiscono invece alle loro quotidiane occupazioni, che li assorbono completamente.
E così dalle cognizioni di causa vien virtualmente creata, anche in questo campo, una inamovibilità che è in contraddizione coi principi fondamentali della democrazia.
Le cognizioni di fatto che innalzano definitivamente i capi al di sopra della massa rendendosela schiava, acquistano una base ancor più salda per i bei modi e pel savoir faire in società, che i deputati imparano nei parlamenti, come pure per lo specializzarsi, frutto in particolar modo del lavoro compiuto nella camera oscura
delle commissioni.
E’ naturale ch'essi applichino poi gli stratagemmi, ivi appresi, anche nei loro rapporti col partito. Con ciò riescono facilmente a vincere eventuali correnti loro contrarie: Nell'arte di dirigere le adunanze, di applicare ed interpretare il regolamento e il programma, di presentare opportuni ordini del giorno in momenti opportuni, in breve, negli artifici atti a toglier di mezzo dalla discussione i punti importanti ma loro ostici od anche ad indurre una maggioranza mal disposta a votare in loro favore o, nel caso più sfavorevole, a farla ammutolire, essi sono maestri. Quali relatori e competenti che conoscono persino i più reconditi penetrali del tema che han da trattare, e che a forza di raggiri, parafrasi ed abilità terminologica, san trasformare anche le questioni più semplici e più naturali del mondo in tenebrosi misteri, dè quali essi soli possiedon la chiave, essi sono, in linea intellettuale, del tutto inaccessibili e, in linea tecnica, del tutto incontrollabili da parte delle grandi masse, di cui ognuno di essi si atteggia ad essere "l’esponente teorico".
Essi sono i padroni della situazione. In questa posizione essi vengon vieppiù fortificati dalla fama che si vanno acquistando, sia come oratori, sia come studiosi o conoscitori di determinate materie, sia anche con le attrattive della loro personalità - intellettuale oppur soltanto fisica - nella stessa sfera dé loro avversari politici e, per
tal modo, anche nell'opinione pubblica.

(…)

La formazione di regimi oligarchici nel seno dei regimi democratici moderni è organica. In altri termini, essa è da considerarsi quale tendenza, alla quale deve soggiacere ogni organizzazione, persino la socialistica, persino la libertaria. Questa tendenza si spiega in parte con la psicologia, cioè coi cambiamenti psichici che le singole personalità subiscono nel corso del loro moto evolutivo nel partito; in parte invece anche, ed anzi in primo luogo, con ciò che si potrebbe chiamare la psicologia dell'organizzazione stessa, vale a dire colle necessità di natura tattica e tecnica, che derivano dal consolidarsi dell'aggregato in ragione diretta del suo procedere disciplinatamente sulla via della politica.
Se vi è una legge sociologica, a cui sottostanno i partiti politici - e prendiamo qui la parola politica nel suo senso più lato - questa legge, ridotta alla sua formula più concisa, non può suonare che all'incirca così: l'organizzazione è la madre della signoria degli eletti sugli elettori.
L'organizzazione di ogni partito rappresenta una potente oligarchia su piede democratico. Dovunque, in essa, si rintracciano elettori ed eletti, ma, pure dovunque,dominio quasi illimitato dei capi eletti sulle masse elettrici. Sulla base democratica s'innalza, nascondendola, la struttura oligarchica dell'edificio.

Fonte: tratto da “La democrazia e la legge ferrea dell’oligarchia” di R.Michels

Populismo: quando l'oligarchia perde il controllo della democrazia ...




Psicopolitica digitale - Byung Chul Han

Ci avviamo oggi verso l’era della psicopolitica digitale, che passa dalla sorveglianza passiva al controllo attivo e che ci getta, cosí, in un’ulteriore crisi della libertà: ne è colpita la stessa volontà libera. I big data sono uno strumento psicopolitico estremamente efficace, che permette di estrarre un sapere sconfinato sulle dinamiche della comunicazione sociale. Questo sapere è un sapere del dominio, che consente di avere accesso alla psiche e di influenzarla su un piano pre-riflessivo.

L’apertura del futuro è costitutiva per la libertà d’azione. I big data, invece, permettono di elaborare previsioni sul comportamento umano: in questo modo, il futuro diventa calcolabile e controllabile. La psicopolitica digitale trasforma la negatività della decisione libera nella positività dello stato-di-cose. La persona stessa si positivizza in una cosa quantificabile, misurabile e controllabile. Nessuna cosa però è libera: tuttavia, è piú trasparente della persona. I big data annunciano la fine della persona e della volontà libera.

Ogni dispositivo, ogni tecnica di dominio produce oggetti devozionali, che vengono utilizzati per sottomettere: materializzano e stabilizzano il dominio. Devoto significa sottomesso. Lo smartphone è un oggetto devozionale di natura digitale, anzi è per eccellenza l’oggetto devozionale del digitale. Come strumento di soggettivazione funziona come il rosario, che pure rappresenta, per la sua maneggevolezza, una specie di cellulare. Entrambi servono alla sorveglianza e al controllo del singolo su se stesso. Delegando la sorveglianza a ogni individuo, il dominio aumenta la propria efficacia. Il like è l’amen digitale. Mentre clicchiamo like, ci sottomettiamo al rapporto di dominio. Lo smartphone non è solo un effettivo strumento di sorveglianza, ma anche un confessionale mobile. Facebook è la chiesa, la sinagoga – letteralmente, “adunanza” – globale del digitale.


Fonte: tratto da "Psicopolitica" di Byung Chul Han (Ed.Nottetempo)

Pornografia e atomizzazione sociale

La pornografia è un prodotto mediatico di massa che si è prestato, soprattutto nell'ultimo ventennio, a veicolare un immaginario sessuale fortemente stereotipato, nonchè modelli di costume favorevoli a una certa visione moderna della società, informata al disimpegno e all'edonismo coltivati per se stessi e consumati nel puro istante del piacere.
Siamo lontani dall'epoca in cui il porno era un fenomeno di trasgressione e rottura, coltivato spesso come una forma di rivendicazione sociale: oggi l'industria del porno è sostenuta dal capitale e dai poteri forti, e non sorprende si unisca coralmente nel presente momento alla narrazione vigente, coltivando un immaginario fatto di mascherine chirurgiche e guanti in lattice, di quarantene pruriginose e improbabili e fantasiosi rapporti strappati alla segregazione.
Non fatevi ingannare: il luogo principale in cui si consuma materiale pornografico è appunto la solitudine; quella medesima solitudine a cui ci vorrebbero condannare per sempre. 

Pornografia e atomizzazione sociale sono solidali in un mondo in cui l'eros autentico scompare, e dilaga una desolante e igienica virtualità autoerotica.


La distruzione della privacy

"Eh ma tanto siamo già controllati" (fratello del "tanto io non ho niente da nascondere").

Il ragionamento (ragionamento?!) "eh ma siamo già tracciati, san già tutto di noi" è sragionamento. Sarebbe come dire "massì tagliami l'altro dito già che me ne hai tagliato uno, anzi tagliamo la mano già che mi hai tagliato due dita". Oppure "dai tanto che che mi hai ucciso il padre, uccidimi anche la madre, tanto ero comunque già mezzo orfano".
Che siamo già tracciati è vero, ma tale ragionamento è una pigra arrendevolezza che ha permesso al sistema di alzare l'asticella sempre di più.

Dal lasciare il numero di cellulare a ogni multinazionale/catena di negozi, poi alle app che già tracciano (lo stesso Fb), poi alla geolocalizzazione (Google maps), poi ai giochini che si scaricano che localizzano dove sei e dove vai alle mille diavolerie smartphone che richiedono i nostri dati e individuano le posizioni territoriali, ad Alexa che ti conosce molto più di quanto tu ti conosca (con tutte le implicazioni connesse di controllo e manipolazione inconscia che possono esercitarti), alle telecamere ovunque ecc ecc.

Passo dopo passo con "eh tanto che cambia, son già localizzato" ci siamo sempre dati una scusa, un' autoassoluzione e abbiamo sempre permesso o accettato un' invasione di campo graduale e ora che l'asticella si alza ancora una volta (la app "covid") continuiamo ad autoassolverci per la nostra pigrizia con cui abbiamo accettato l'incremento di controllo sociale del passato.

Senza manco capire che ad ogni novità (ossia ad ogni nuova app o tecnologia o facilitazione della vita) c'è sempre un controllo maggiore, un' invasione maggiore della nostra vita, c'è sempre un danno o stretta di vite in più che si aggiunge, fino a che ci metteranno l'app con chip che possiede tutti i nostri dati e che magari regola la fertilità della donna o il nostro pensiero o i nostri impulsi biologici nervosi. Anche lì avremo la fatidica frase "eh ma ormai siam cosi controllati che una in più cosa cambia?". Cambia, cambia tanto. Con l'ultima app, specialmente se attraverso vaccino sottocutaneo, cambierà che controlleranno anche alcune essenziali "libere" scelte, ma è un percorso iniziato tanti anni fa quando a controllo accettavamo un ulteriore controllo che è diventato sempre più invasivo fino alle idee distopiche di questi giorni.

Se dite di sì all'app di ora del governo, perchè un domani dovreste dire di no all'app sottocutanea? Il governo vi rinfaccerà di essere incoerenti (ma come avete accettato una e non accettate l'altra?!), egoisti e insensibili (come fan ora per l'app "covid"). Sarebbe più invasiva, l'asticella di controllo si sarebbe ancora una volta alzata di più, ma il Tipo "eh ma tanto gia ci controllavano" come non ha mai detto di no a dare i propri dati a Candy Crush o a Google Maps o a dare/comunicare attraverso foto e gusti la propria vita intima a FB, non avrà nessuna remora ed esercizio al senso critico per contrastare quest'ultimo (ultimo?) passo finale della distopia totalitaria, distopia che parte da molto lontano negli anni, che è stata preparata bene e nel tempo.

La legge sulla privacy in tutto questo è una bella presa in giro.Tanto a chi vuole, a diritto e giustamente, farla valere viene risposto "eh ma tanto siamo già controllati". E allora a cosa serve una legge del genere? Tanto vale toglierla, basta ipocrisie.

Infine al dire che la privacy non conta, tanto comunque i livelli di controllo sono già alti e che "tanto io non ho niente da nascondere" (e sul nascondere ci sarebbe da dire tanto...qualsiasi cosa un domani potrebbe esserti ritorta contro, anche se non hai fatto nulla di illegale, chi sa tutto di te può dirigere ogni tuo comportamento) andrebbe fatto notare che sarebbe come dire "che me frega che si tolga la libertà di pensiero, tanto io non ho niente da dire". Tu forse no, ma qualcun'altro sì.

Se a qualcuno piace essere controllato o essere limitato in una qualche libertà non vuol dire che a tutti piaccia esserlo. E bisogna lottare affinché questi diritti non scompaiano, se non altro per altruismo nei confronti di chi ci tiene, fosse anche solo perché ci son leggi che li garantiscono (anche se sappiamo che son leggi farsa).



Tecnocrazia e Democrazia

E' indispensabile tenere presente che tecnocrazia e democrazia sono incompatibili. Innanzitutto perchè se la politica è l'arte del possibile, la scienza ha la pretesa di approssimarsi alla verità: laddove si cerchi di far coincidere il possibile con il vero, allora questo assume le sembianze - sarebbe più corretto dire "si maschera" - di certezza.
Dove si è certi di essere nel vero, non vi è possibilità di dialogo e confronto, se non a due condizioni:

1. Condividere lo spazio di verità all'interno di cui si discute e ci si confronta, ossia il medesimo orizzonte tecnico/scientifico.

2. Poter esibire delle competenze che possano essere riconosciute all'interno di quell'ambito, ed essere così accolti tra coloro che hanno il titolo di interlocutore.

A queste condizioni, il dialogo/confronto non può produrre che infiniti florilegi di tautologie e petizioni di principio, ma soprattutto si priva così dell'agibilità politica non solo la stragrande maggioranza della popolazione, in quanto "incompetente", ma anche coloro che, "competenti", sono portatori di visioni disomogenee o critiche nei confronti dell'unico orizzonte tecnico/scientifico riconosciuto.
"Riconosciuto da chi?" ci si chiederà: ovviamente da quella stessa èlite che trae legittimazione da se stessa in quanto sedicente espressione maggioritaria della comunità scientifica.

A quanto pare, i tecnocrati sono democratici solo quando si tratta di nominare se stessi.

Quando deleghiamo potere politico a scienziati e tecnici, dobbiamo assumerci la responsabilità di tutto ciò, qualunque sia la posta in gioco.


Modelli previsionali a servizio dell'ideologia

È preoccupante osservare come nella società del controllo e della pianificazione, i modelli previsionali rivestano un ruolo sempre più importante. Abbiamo visto, ad esempio, la loro centralità nel legittimare la più grande battaglia ideologica degli ultimi anni, quella del movimento ambientalista, dove sono utilizzati come principale strumento a supporto degli scenari catastrofici che il movimento intende sventare. Li ritroviamo oggi a combattere a fianco di medici e politici nella quotidiana battaglia per sconfiggere il "mostro".
In fondo, il modello previsionale è la trasposizione nell'età della tecnica di ciò che fu la mantica nelle epoche antiche: il sogno di gettare uno sguardo sul futuro per anticiparne gli eventi e sottrarsi all'ignoto. Tuttavia, mentre nel passato l'arte mantica si muoveva nell'orizzonte di un destino ineluttabile che poteva essere scrutato ma non modificato, l'epoca moderna si dispiega nell'ambito della volontà di potenza, che desidera dominare gli eventi e comandare il fato. In questa ottica i modelli previsionali ci vengono presentati come lo strumento mediante cui si stilano agende che decidono del futuro di nazioni o dell'umanità intera.
Ora, vale la pena ricordare che un modello previsionale non è un ente matematico neutro, sottratto all'ambito della discussione e della critica perchè risiedente nell'iperuranio dei principi: è un costrutto che riflette scelte e visioni di chi lo imposta (in altre parola reca in sè presupposti di tipo ideologico), e necessita di appoggiarsi su dati che siano riconosciuti da tutti i soggetti che sono destinati a condividerne i risultati e gli effetti. Se non si condividono i dati di base, nè la cornice ideologica che ne determina l'impostazione, allora tale modello non può che essere rifiutato a priori da tutti coloro a cui quei dati e quell'ideologia non sono evidenti. In particolare, ciò avviene di necessità quando quel modello impatta sulle vite di una collettività che è chiamata ad adeguarvisi sacrificando ad esso i propri beni più preziosi. In politica non esistono scelte apodittiche e ineluttabili dettate da numeri autoevidenti e inconfutabili: solo risoluzioni e responsabilità individuali che qualcuno non desidera assumersi.



Covid 19 e postmodernismo

Allo stato attuale non è necessario ricercarne le cause; ai fini del nostro discorso, che la narrazione condivisa sia attendibile o meno ha poca importanza. Quella che si vorrebbe suggerire è una possibile interpretazione dei processi in corso, o meglio, un loro sguardo prospettico. Ci si chiede: è possibile che ciò a cui stiamo assistendo non sia altro che la realizzazione delle possibilità più proprie della nostra epoca? In altre parole, è l'essenza intima del post-moderno quella che si sta esprimendo? In tal caso, l' "evento" altro non sarebbe che il catalizzatore di una reazione latente che la nostra epoca reca in seno da sempre. Del resto, una società che ha come unica cultura condivisa la scienza, e come unico orizzonte la tecnica, non può che risolversi in un totalitarismo tecnocratico. Da questo punto di vista, il sacrificio dell'economia globale sarebbe un costo sostenibile, se servisse ad affermare qualcosa di primario come la risoluzione della sfera politica nella tecnica. Una società interamente controllabile, pianificabile, programmabile sarebbe infine omogenea a un sapere che in laboratorio produce il fenomeno, e una volta prodotto ne ingegnerizza l'applicazione. Il seme riceverebbe così acqua e sole. Il post-moderno ha in sè la cultura e i mezzi tecnici per realizzare la sua vocazione totalitaria; ha inoltre disponibili ampie masse spaesate e diseredate da organizzare, disporre e a cui dare una forma. Infine, il processo avrebbe così bisogno solo di un pretesto, e ironia della sorte, la catastrofe dell'Occidente potrebbe divenire la sua corona.


L'inizio del senso religioso - G.Rensi

Vuoi sapere quale è l'indizio che il senso veramente religioso abbia cominciato a prendere radice in te?
Quando tutte le cose in cui, dacchè hai aperto gli occhi,
si svolse e fu intrecciata la tua vita, ad es. le forme d'abitazione, case, stanze, appartamenti, natura e distribuzione dei mobili; i mezzi di locomozione, ferrovie, automobili, tram; la foggia dei vestiti e le particolarità dell'abbigliamento; le istituzioni politiche e i rapporti e le concessioni sociali di qualunque genere che constati esistenti sulla terra; la forma dei concetti nella mente umana, il modo con cui questa li concatena, cioè la natura del pensiero nostro, il sistema con cui sulla terra si pensa; la maniera di comunicazione degli uomini fra loro con la parola parlata o scritta; persino la costruzione, il funzionamento e i bisogni del tuo stesso corpo: persino il sorgere e il tramontare del sole – quando tutte queste cose familiari a te, tue proprie, connaturate con te e con la tua mentalità, cose che sono ovviamente così come sono, che è naturale siano così; quando, improvvisamente, tutte queste cose ti susciteranno un senso di stupita curiosità, come se fossero gli usi e i costumi d'un remoto villaggio dell'Estremo Oriente o dell'Africa centrale dove ora per la prima volta ti accade di passare; quando percependo quelle cose a te familiari sin dall'infanzia ti sentirai interiormente spuntare l'esclamazione:

«ma che cose singolari! ma che stranezze! che curiose consuetudini dominano qui! in quali particolarissime abitudini e modi di vita e d'essere questa regione dell'universo si è intricata!»; – quando, ancora, scuole, esami, concorsi, impieghi, professioni, carriere ti faranno pensare: «ma in quali strani stampi viene racchiuso lo spirito qui!»; – quando ti sentirai sorgere questi pensieri, avrai in ciò un indizio che il senso religioso comincia a vigoreggiarti dentro. Da questi pensieri ti scaturisce l'oscuro ed enigmatico sentore che ciò che in te fu per cinquanta o settant'anni spettatore di tutte quelle cose, a te sinora così familiari, così tue, non è di questo paese sublunare, paese che tu attraversi come un forestiero, come se attraversassi curiosamente un villaggio orientale o africano; ma è di un altro paese, d'un'altra patria. Quale?
Questo ti è assolutamente oscuro, perchè, tanto è l'interesse che hai preso agli usi e costumi del paese sublunare in cui ti è avvenuto di passare e soggiornare per cinquanta o ottant'anni, tanto di quegli usi e costumi ti sei impregnato, che quale sia il tuo paese te lo sei dimenticato e non ti è restata che l'incerta e nubilosa impressione che esso non è questo.

Fonte: tratto da "Lettere Spirituali" di G.Rensi (ed.Fratelli Bocca)


L'esperimento di Milgram: autorità e responsabilità


Nel 1961 il professor Stanley Milgram diresse presso l'università di Yale uno dei più importanti esperimenti di psicologia sociale mai condotti. L'esperimento fu condotto sulla scorta dei quesiti sollevati dal processo di Norimberga in merito alla condotta degli imputati, i quali spesso invocarono l'obbedienza agli ordini come giustificazione agli atti attribuiti loro come crimini. Con il suo esperimento Milgram desiderava verificare se e fino a che punto l'obbedienza all'autorità può essere percepita come vincolante e vincere i principi morali condivisi , e pertanto costituire una spiegazione e un'attenuante al commettere atti che si ritengono aberranti. L'esperimento consisteva nel far credere al soggetto esaminato di essere stato convocato per un test in cui, nel ruolo di "insegnante", avrebbe rivolto a un complice, nel ruolo di "allievo", una sequenza di domande a cui quest'ultimo avrebbe dovuto rispondere in maniera corretta, pena la somministrazione di una scossa elettrica di intensità crescente. Il tutto avveniva sotto la supervisione di un terzo soggetto complice, lo "sperimentatore", il quale avrebbe incarnato il principio di autorità dirigendo l'esperimento. Ad ogni resistenza dell' "insegnante" al somministrare la punizione, lo "sperimentatore" intimava al soggetto testato, in modo fermo e perentorio, di proseguire l'esame; l'esperimento culminava nella simulazione da parte dell' "allievo", dopo un numero crescente di errori e punizioni, di problemi cardiaci e perdita di conoscenza. 
L'esperimento dimostrò che su 40 soggetti testati un numero considerevole obbedì allo "sperimentatore" fino all'esito fatale: la maggior parte delle persone, infatti, sotto la guida di un'autorità, tende a considerare la propria responsabilità individuale sospesa e interamente delegata a chi comanda, purchè quest'ultimo sia considerato espressione di un potere legittimo e riconosciuto.



Skinner e il comportamentismo: tra riduzionismo e distopia.

B. F. Skinner (1904 - 1990) fu con ogni probabilità il più importante e influente rappresentante del Comportamentismo, un indirizzo psicologico che ritiene essere il comportamento visibile e registrabile l'unico dato analiticamente rilevante e utile all'analisi psicologica. 
Alcune espressioni riduzionistiche del Comportamentismo, a cui molti passi sembrano affiliare lo stesso Skinner, giungono a negare l'esistenza di una dimensione interiore dell'essere umano, riducendo quest'ultima a una pura strategia ermeneutica dell'individuo utile per interpretare, comprendere ed esprimere il suo medesimo comportamento: l'uomo, secondo questa visione, sarebbe riducibile ai suoi semplici atti, da cui emergerebbe come unità e coscienza solo in quanto fenomeno di superficie di un espediente cognitivo utile alla riflessione. 
Non è questa la sede per evidenziare paradossalità e ricorsività di forme di riduzionismo analoghe, ben note ad esempio all'ambito delle neuroscienze: quello che conta rilevare è che Skinner, più che interessato all'ontologia, appare essenzialmente alla ricerca di un modello umano che possa essere interamente risolto in laboratorio e nella prassi sperimentale. Da questo punto di vista, il soggetto di Skinner, ridotto all'insieme dei suoi atti, risulta essere omogeneo alla teoria comportamentista basata sul sistema di stimolo e risposta, e perfettamente adeguato alla prassi del condizionamento operante, esempificato nelle ben nota "Skinner box".
L'aspetto tuttavia più caratteristico e originale dell'opera di Skinner fu la sua proposta di applicare il condizionamento operante all'ambito della società, in modo da costruire un perfetto sistema di controllo volto a eliminare tensioni e contrasti sociali e a rendere il vivere comunitario interamente progettabile. Questo sarebbe stato possibile, secondo Skinner, solo a patto di abbandonare o ripensare alcuni concetti ormai inadeguati alla sfida della sopravvivenza della civiltà occidentale, quali l'idea di libertà o di dignità dell'individuo: solo rinunciandovi, e attraverso una costante attività pedagogica, si sarebbe potuto creare una società perfettamente armonica e pianificabile, capace di competere con civiltà più giovani, vitali e dinamiche, quali quelle dei paesi in via di sviluppo. 

Un'utopia / distopia che qualcuno definì felicemente un esempio di "fascismo senza lacrime"; sogno / incubo ricorrente di molta letteratura del '900, che in Skinner assunse inquietantemente la dignità di programma scientifico.



Weltanschauung Italia

Weltanschauung Italia è un canale culturale nato nel 2011 che ha l'obiettivo di contro-narrare il tempo presente distorto dai media, proponendo una visione del mondo alternativa al mondialismo, al neoliberalismo e al relativismo esasperato dell'era post-moderna.

Weltanschauung Italia non è uno spazio politico, seppure si occupi anche di politica. 
In particolare, Weltanschauung Italia non si riconosce in nessun partito, movimento, orientamento di tipo parlamentare o extraparlamentare. La nostra posizione, a rigore, non è neppure definibile nazionalista, laddove l'idea di nazione è legata a un retaggio squisitamente moderno, mentre il nostro obiettivo primario è una critica radicale al modernismo e al post-modernismo.
Se ci occupiamo di politica, di attualità, di costume, è semplicemente per proporre un punto di vista critico che si contrapponga al relativismo contemporaneo - e ai suoi surrogati sociali e politici - in vista di ciò che riteniamo una fonte permanente e sempre attuale di senso. Questa idea, che unica può essere fatta valere contro le fluttuazioni e le tempeste dell'epoca, questo appello a ciò che fonda e che può essere obliato ma mai distrutto, sono ciò che accomuna tutti coloro che collaborano a questo canale. Fintanto che nel mondo, nella storia, nell'azione o nei pensieri di alcune personalità privilegiate ne troveremo traccia, cercheremo di darne testimonianza. Ogni volta che osserveremo
il mondo e l'uomo allontanarsi da quel centro, andare alla deriva, rinnegarsi o perdersi, lo denunceremo. Destra e sinistra, da questo punto di vista, sono termini non pertinenti. Ci spiace che questo non appaghi una certa ansia di riconoscerci per poterci etichettare, ma al contempo - sappiatelo - ci lusinga: denota, forse, che siamo salpati lungo la rotta di un pensiero capace di non arenarsi nelle secche "scelta, decisione": pensiero che opera in un tempo che impone scelte di campo decisive; di certo scomode, mai scontate. Se cercate retorica di partito, ideologia preconfezionata, propaganda già digerita, rivolgetevi altrove. 

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