L'Odissea di Christopher Nolan

L'Odissea di Christopher Nolan? Ne abbiamo guardato giusto qualche stralcio, ascoltato le dichiarazioni del regista e letto alcune recensioni.

C'è chi ha scritto che Nolan ha demitizzato l'Odissea, che ha eliminato le presenze divine, che ha trasformato Odisseo in una sorta di ateo razionalista.

Avevamo già denunciato peraltro, prima dell'uscita, le scelte woke degli attori, con Elena di Troia nera e in generale africani messi ad interpretare guerrieri micenei.

Leggiamo che la Maga Circe è stata rappresentata come una brutta megera mentre in realtà nel poema era bellissima ed ammaliava l'equipaggio di Ulisse.
Che Polifemo è stato rappresentato come una specie di alieno proveniente da un altro mondo.
Segnalano anche l'assenza di Nausicaa, certamente una figura fondamentale del poema, colei che salva Ulisse dal naufragio, vestendolo e dandogli ospitalità.

Va bene, ma queste considerazioni dovrebbero stupirci?
L'operazione è coerente con tutta la filmografia di Nolan, il suo è sempre stato un cinema freddo. Bravura tecnica al servizio del vuoto, ingegneria dello sguardo senza una vera cosmologia sotto.

Nolan ha demitizzato Omero? Ma il mito ha bisogno esattamente di ciò che Nolan rimuove da sempre, quel residuo che la ragione non spiega. Quindi tutto normale.

Gli attori che mescolano epoche e continenti pur di somigliare a un red carpet piuttosto che alla tarda età del bronzo micenea sono in linea con l'ideologia woke imposta.

Cosa aspettarsi dunque? Probabilmente uno spettacolo tecnicamente ineccepibile ma umanamente disabitato.

Nulla di nuovo da un regista che scambia da sempre la simmetria per la profondità.