Venditori di pseudo-trascendenza

Credevamo che il fenomeno dei "maestri spirituali" si fosse un po' affievolito, invece notiamo che i "corsi" di questi soggetti continuano a raccogliere parecchi adepti e ne saltano fuori sempre di nuovi.

Quando ci capita di ascoltare qualche minuto di questi fenomeni rimaniamo sempre allibiti. Proclamano certezze assolute su questioni che da millenni sfuggono alla comprensione umana, trasformando il mistero ontologico in merce di consumo.
Ieri ne abbiamo visto uno che, con grande sicumera, spiegava perché e in che cosa le persone si reincarnano, senza dubbio alcuno e la gente lo ascoltava estasiata.

Il principio apofatico del non sapere? E che cos'è? Questi "guru" spiegano la reincarnazione con la sicurezza di un manuale dell'Ikea.
Nessun rispetto per la complessità del reale, nessuna onestà intellettuale che ogni autentica ricerca spirituale dovrebbe comportare.

Vendono corsi di "risveglio spirituale" con la logica del profitto che penetra negli spazi più intimi dell'esistenza umana, trasformando la ricerca di senso in prodotto di consumo per masse secolarizzate e smarrite.

Tali cialtroni, perché solo così si possono chiamare, operano attraverso meccanismi psicologici e sociali studiati a tavolino per guadagnare. Ecco che i chakra diventano leve da azionare, la reincarnazione una certezza, la crescita spirituale un algoritmo da seguire.

"Guru" che promettono di rendere accessibile ciò che è per natura elitario non in senso sociale, ma in senso esistenziale poiché richiede dedizione, sacrificio, e soprattutto la capacità di stare nell'incertezza.

Venditori di una pseudo-trascendenza prefabbricata, che non chiede di attraversare la notte oscura dell'anima, non richiede anni di disciplina e dubbio, non pretende il sacrificio dell'ego. Offrono invece una spiritualità pronta per l'uso, compatibile con lo stile di vita consumistico.

A tali soggetti non va opposto uno scetticismo cinico. Basterebbe recuperare quella che Pierre Hadot chiamava la filosofia come esercizio spirituale. Una pratica di vita che integra rigore intellettuale e trasformazione esistenziale.
Coltivare l'incertezza come spazio di crescita autentica, preservare il senso del mistero contro ogni riduzionismo. Continuare a farsi domande invece di comprare risposte.

La crescita spirituale non è mai un prodotto da acquistare, ma un cammino di dubbio, meraviglia e umiltà.