Il romanzo Momo di Michael Ende del 1973 è da sempre considerato un libro per l'infanzia. Non lo è.
Momo è una bambina senza famiglia né passato dichiarato, che vive negli spalti di un anfiteatro abbandonato ai margini di una città senza nome. Possiede un dono, sa ascoltare il prossimo. Attorno a lei si raccoglie una piccola comunità che vive di poco ma vive bene, finché in città non arrivano gli "uomini grigi", agenti di una misteriosa Cassa di Risparmio del Tempo. Convincono gli abitanti a smettere di sprecare ore in chiacchiere, affetti, ozio, e a depositare il tempo risparmiato in banca, con la promessa di interessi futuri. Il risultato è una città efficiente e frenetica, sempre più povera di ciò che rendeva quel tempo degno di essere vissuto. Momo, l'unica che gli uomini grigi non riescono a persuadere né a corrompere, intraprende un viaggio per restituire alla città il tempo rubato.
Su questo impianto fanciullesco si regge un'analisi del tempo sottratto alla sua natura di esperienza vissuta. Gli uomini grigi non rubano con la violenza, ottengono per persuasione, convincendo ciascuno che risparmiare il tempo sia razionale, che la fretta sia progresso, che la lentezza sia colpa. È la stessa critica che attraversa buona parte della filosofia del Novecento. Cosa accade all'esistenza quando viene sottoposta al calcolo, quando ogni ora deve giustificarsi in termini di produttività?
L'ascolto, in Ende, è una categoria metafisica, non semplice attenzione al prossimo, ma disponibilità a lasciare che l'altro esista pienamente nel tempo condiviso con lei. È un dono che si dà senza calcolo, e proprio per questo capace di restituire senso a chi lo riceve.
Quella diagnosi si è avverata in forme che il 1973 non poteva immaginare nel dettaglio, ma di cui già possedeva la logica interna. Le otto ore lavorative, nate come conquista, sono diventate un'unità di misura applicata a mansioni sempre più svuotate di senso.
La pensione, spostata sempre più avanti, non promette riposo ma un credito, come gli interessi della Cassa di Risparmio del Tempo che non maturano mai.
Il tempo libero, quando esiste, viene riempito secondo la stessa efficienza che dovrebbe sospendere.
Gli uomini grigi, in fondo, non avevano bisogno di conquistare il mondo con la forza. Bastava convincerlo che il tempo speso a vivere fosse tempo perso a non produrre.