Negli ultimi due anni abbiamo pubblicato tre saggi inerenti al mondo della musica.
Con "Usurpatio" abbiamo smontato una menzogna
che si è sedimentata fino a diventare senso comune, ovvero l'idea che la
canzone italiana appartenga per diritto naturale a una parte politica, come se
la "sinistra" ne avesse acquisito la proprietà intellettuale insieme
a quella morale. Non è così, e non lo è mai stato, è appropriazione e il saggio
ne ricostruisce la genealogia.
Con "Dal nichilismo alla trascendenza" e
"Oltre l'abisso" abbiamo spiegato come un movimento che troppi
liquidano ancora come rumore adolescenziale, letto senza pregiudizio, si rivela
un tentativo di ascesi, una geografia spirituale che attraversa continenti e
decenni prima ancora di essere un genere musicale.
Tre libri che non troverete nelle grandi librerie,
perché non sono pensati per essere spinti, ma per essere cercati. La differenza tra prodotto e opera è che il primo si promuove, la
seconda si scova. Noi abbiamo scelto la seconda strada, sapendo che è più
lenta, ma è l'unica che non tradisce ciò che vi abbiamo messo dentro.
