Federico Faggin e Plotino, una storia affascinante

Federico Faggin, l'uomo che ha progettato il primo microprocessore della storia, il cervello artificiale su cui poggia l'intera civiltà digitale, in alcune interviste che si trovano in rete racconta degli aneddoti davvero curiosi.
Uno di questi riguarda suo padre, Faggin Giuseppe, un filosofo, studioso di neoplatonismo. Fu lui a tradurre per la prima volta in italiano le Enneadi di Plotino, il testo in cui il cosmo viene descritto come emanazione dell'Uno, dove la coscienza non è il prodotto della materia ma la sua origine. 

Racconta Federico che da giovane egli rifiutò quella strada. Voleva essere ingegnere. E così mentre il padre traduceva Plotino, lui progettava circuiti integrati.
Poi, ad un certo punto ebbe un'esperienza interiore spontanea descritta come un'immersione in un campo di luce cosciente dove egli era simultaneamente osservatore e osservato. Da quel momento, trent'anni di ricerca lo hanno condotto a una conclusione, ovvero che la coscienza non emerge dalla materia. È la materia che emerge dalla coscienza.

Pensiamoci, un uomo che ha passato la vita a ridurre la realtà a istruzioni binarie, che ha contribuito più di chiunque altro a costruire l'infrastruttura del materialismo digitale, che ha dato alla Silicon Valley la sua anima tecnica, è lo stesso che oggi denuncia lo scientismo riduzionista. 

Per Faggin conoscere significa risalire, distogliersi dalla molteplicità per ritrovare l'unità originaria.
Usa un linguaggio diverso, qualia, stati quantistici, campi coscienti, ma la struttura è la stessa. L'Uno, nel suo sistema, è definito come la totalità di ciò che esiste: dinamico, olistico, non divisibile in parti separate, e dotato di una volontà di conoscere se stesso, una volontà che si esprime attraverso la coscienza.

Platone e Plotino giunsero a quella visione per via speculativa, dialettica, mistica. Faggin ci arriva dopo decenni trascorsi a costruire macchine sempre più elaborate.

Il cerchio si chiude: il figlio che aveva voltato le spalle al Plotino del padre torna, sessant'anni dopo, a dire sostanzialmente le stesse cose, ma attraverso la fisica quantistica invece che attraverso il greco antico.

La coscienza viene prima della materia. Il mondo fisico è un'emanazione di una realtà più profonda.

Che storia affascinante.
La Verità che si ripresenta magicamente attraverso uno dei più grandi scopritori della tecnologia moderna.