Abissi

 «Chi lotta contro i mostri deve fare attenzione a non diventare lui stesso un mostro. E se tu guarderai a lungo in un abisso, anche l'abisso vorrà guardare dentro di te.»


La citazione di Nietzsche da "Al di là del bene e del male" tocca una verità profonda, riconosciuta da molte tradizioni spirituali: l'atto di contemplare il male, anche con intenti nobili, non ci lascia mai indenni. Nella prospettiva delle tradizioni sapienziali, quando scrutiamo l'abisso - inteso come le forze del caos, dell'oscurità spirituale o del male metafisico - non siamo mai semplici osservatori distaccati. C'è sempre uno scambio, una forma sottile di comunione. Come insegna la tradizione ermetica: "Come in alto, così in basso" - ogni contemplazione crea un ponte, un'apertura attraverso cui le energie fluiscono in entrambe le direzioni. Le tradizioni monastiche, sia orientali che occidentali, hanno sempre messo in guardia dall'eccessiva preoccupazione per il male e le tenebre spirituali. Non per paura o moralismo, ma per la consapevolezza che l'oggetto della nostra contemplazione plasma gradualmente la nostra coscienza. Come dice il Dhammapada buddhista: "La mente è tutto. Quello che pensiamo diventiamo." Questo non significa evitare di confrontarsi con l'ombra, ma farlo con la giusta preparazione spirituale, mantenendo sempre un ancoraggio nella luce della tradizione e della pratica sacra. Come suggeriscono i maestri del sufismo: bisogna essere come lo specchio che riflette tutto senza essere macchiato da nulla.

L' intuizione di Nietzsche ci ricorda che prima di scrutare gli abissi, dobbiamo costruire in noi stessi un faro abbastanza luminoso da non essere inghiottiti dall'oscurità che contempliamo.




La strategia dell'ignoranza

Nel panorama contemporaneo fare comicità politicamente scorretta è diventato un esercizio di equilibrismo sempre più complesso. Tuttavia, esiste ancora una via d'uscita: la creazione di personaggi manifestamente ignoranti o cinici, che proprio grazie alla loro natura possono permettersi di attraversare qualsiasi confine del “politically correct” senza subire conseguenze.

Un esempio recente di questa strategia in Italia è Checco Zalone.

Il personaggio di Zalone, un pugliese medio con una visione del mondo limitata e stereotipata, riesce ad incidere su tematiche ritenute ormai “scorrette”, proprio perché le sue battute nascono da una genuina ignoranza, non da malizia o cattiveria. Quando Zalone fa una battuta su immigrati, orientamenti sessuali, il pubblico ride per via dell'ignoranza del personaggio ma inconsciamente anche del bersaglio della battuta.

Tutto ciò funziona perchè il personaggio ignorante gode di una sorta di immunità sociale: le sue uscite politicamente scorrette vengono perdonate perché nascono da una mancanza di consapevolezza, non da un intento discriminatorio.

In un'epoca dove la comicità politicamente scorretta è censurata e condannata, la creazione di personaggi ignoranti come Zalone oppure cinici come Duro di cui abbiamo parlato giorni fa, rappresentano una via d'uscita intelligente.

Questa strategia permette di continuare a far ridere su temi ritenuti “scorretti” evitando di far saltare dalla sedia gli attuali censori che stanno distruggendo ogni slancio creativo attraverso la loro visione miope, propagandistica, rancorosa e ultradifensiva.





"Nascita di una clinica" di M.Foucault

"Nascita di una clinica" è uno dei testi fondamentali di Michel Foucault, in cui il filosofo francese analizza la trasformazione radicale della medicina e del sapere medico tra la fine del XVIII e l'inizio del XIX secolo. Opera fondamentale per comprendere non solo l'evoluzione della pratica medica, ma anche il modo in cui si è modificato lo sguardo sulla malattia e sul corpo umano nella modernità. Foucault descrive la trasformazione dell'ospedale da luogo di assistenza a spazio di formazione e produzione del sapere, dedicando particolare attenzione all'evoluzione del linguaggio medico, mostrando come il nuovo vocabolario clinico non sia un semplice perfezionamento tecnico, ma rifletta un cambiamento radicale nel modo di concepire la malattia e il corpo umano. L'opera evidenzia come la nascita della clinica sia inseparabile da un progetto politico più ampio. La medicina moderna emerge infatti nel contesto della Rivoluzione francese e delle riforme delle istituzioni mediche, riflettendo nuove forme di controllo sociale e di gestione della popolazione. La lettura di "Nascita di una clinica", nonostante sia datata 1963, è attualissima, si possono difatti comprendere le radici storiche della medicina contemporanea e del suo modo di concepire la malattia, riflettere criticamente sul rapporto tra sapere medico e potere e analizzare il ruolo delle istituzioni sanitarie nella società moderna. 

"Nascita di una clinica" non è una semplice opera di storia della medicina, ma una profonda riflessione filosofica sul modo in cui si è costituito il sapere medico moderno. La sua lettura offre spunti importanti per comprendere l'intreccio tra le pratiche mediche contemporanee e dinamiche sociali e politiche. 

Dopo quanto vissuto negli ultimi anni di pandemia, dopo aver consigliato Nemesi Medica di Illich, ci sentiamo di suggerire anche la lettura di questo testo di Foucault.