Una forma di ingratitudine verso la vita è il dimenticare di
stare bene. Quando il corpo non fa rumore semplicemente lo si ignora. Lo si dà
per scontato, senza gratitudine, senza stupore. Il benessere è invisibile. Un
proverbio dice "La salute è una corona che i sani portano in testa, ma che
solo i malati riescono a vedere." Basta una notte di febbre alta, un
dolore acuto, una diagnosi, gli acciacchi degli anni che passano, e tutto
cambia prospettiva in pochi istanti. Le priorità si riordinano da sole, quasi
per magia. Ciò che sembrava urgente diventa irrilevante. Ciò che sembrava ovvio
diventa prezioso. Ci si rende conto, all'improvviso, di quanta energia viene
sprecata in piccole ansie, in rivalità inutili, in rincorse senza meta. Ci si
rende conto in un attimo che si sarebbe potuti essere più leggeri, più grati.
Muoversi, respirare, camminare sotto il sole, non sono cose scontate. Coltivare
la memoria del corpo sano anche quando si è sani è importantissimo perché
cambia prospettiva nel porsi quotidiano. Ricordare, ogni mattina in cui ci si
alza senza dolore, che questo è un privilegio. Non eterno. Non garantito. Non
dovuto. È una disciplina spirituale allenarsi quotidianamente a vedere ciò che
c'è. Non aspettare la perdita per sviluppare consapevolezza. Stare bene, oggi,
qui ed ora, è moltissimo, forse tutto. È il punto di partenza per vedere la
vita da una corretta prospettiva.
