La democrazia del web e il “sinistro” mainstream

L' idea che oggi porta a bollare come fascista tutto ciò che si stacca dalla democrazia, è utilizzata tatticamente dal potere per cercare di screditare e rendere inaccettabile qualsiasi visione più elevata.

Resosi conto che oramai la gente segue sempre meno tv e canali ufficiali, il mainstream si è messo a far la guerra al web, alle cosiddette "fake news" e continuamente tenta di inserire limiti e censure (vedasi i social network, censori algoritmici).
Ora vorremo capire, ma fino ad oggi, in democrazia, i mass media cosa hanno fatto? E i partiti politici? Non hanno usato forse i media tradizionali per veicolare opinioni e coscienze e tirare acqua al proprio mulino? Non hanno sempre usato i grandi mezzi di comunicazione per i loro scopi?
Oggi, se qualcuno si organizza e con pochi mezzi riesce ad utilizzare la rete per creare un’ informazione alternativa (e ci sono tanti casi ben riusciti) non va più bene. Di cosa hanno paura esattamente? La "democrazia del web" è questa, le opinioni, se non lesive, hanno tutte diritto di cittadinanza, si possono confutare ed ignorare ma questo è. 
Ma come al solito la democrazia è tale solo se si rimane nel perimetro che essa stessa ha stabilito.

C’è poi da dire che un tempo i "ribelli di sinistra", seppur manovrati,  avevano quello spirito critico che li portava a dubitare del mainstream e della cultura dominante. Oggi invece tali personaggi difendono a spada tratta qualsiasi narrazione ufficiale, sbraitano contro il "complottismo", "le bufale", credono ai media di regime e si prendono gioco di chi cerca di contronarrare e ragionare sui tempi che viviamo.
Ora se è vero che da un lato la rete ha creato davvero gente che vede complotti ovunque, è altrettanto vero che come controparte abbiamo dei lacchè del pensiero unico che vanno dietro al Cicap, a Repubblica, alla CNN, al PD, a Piero Angela, a Saviano, a Fazio ecc ecc.


Si scandalizzano se parli di "complotti"; si gonfiano dietro a titoli universitari statali che li hanno resi pedine di sistema e non conoscono più né onestà intellettuale né discernimento.

Giovanni Prove