Codardia postmoderna

Le masse rifiutano la propria responsabilità collettiva, e accettano lo scambio “gestiteci l’esistenza e dateci X-Factor” per pura e semplice codardia.

Poi ciascuno trova le scusanti che gli sono più congeniali per giustificare questa codardia: gli individui meno raffinati si accontentano di un generico “son cose più grandi di me”, e dunque un professore insigne di economia certo potrà decidere meglio di me. Gli individui che posseggono strumenti più raffinati evocano a baluardo “la comunità scientifica”, che poi è ovviamente il coro del sistema, emarginando per definizione ogni voce dissidente e squalificandone le opinioni in quanto “fuori dal gregge”. Così chi propone di cambiare le regole del gioco viene considerato semplicemente come “uno che non sa giocare”.

Come è possibile? Semplice, è COMODO. Ci sono schiere di esperimenti psicosociali che lo mostrano: fai vedere un pannello azzurro a venti persone di cui diciannove affermino che è verde. Il ventesimo potrà avere qualche esitazione, poi dirà che è verde pure lui. Chi glielo fa fare di sembrare quello strano? Faglielo fare ogni giorno per tutta la vita, e a 45 anni sarà il primo a imbracciare un fucile contro chi si azzardi a dire che è azzurro: avrebbe troppo da perdere con se stesso a rimettersi in discussione a quel punto.

Pura codardia, d’altronde è più facile drogarsi di sport che capire il nostro desiderio di conflitto; è più facile stordirsi in discoteca e poi preoccuparsi delle rate della macchina che domandarsi perché abbiamo bisogno di ballare o di muoverci; è più facile considerare pazzo (alien-ato, alien-are) un serial killer che andare a vedere che cosa ha in comune con noi.

I pochi, ricchi e potenti cattivi che molti vogliono vedere dietro la miseria delle proprie esistenze non arrivano dalle stelle, e se anche arrivassero dalle stelle, siamo noi ad averli chiamati perché facessero esattamente questo: decidere delle nostre vite, della realtà e dell’identità che subiamo, semplicemente per evitare a noi di prenderne coscienza e possesso.

Ray Bradbury l’ha scritto in modo assolutamente chiaro: costoro non ci vengono imposti da nessuno, siamo noi che li vogliamo.

Viviamo un’epoca di codardia imperante.