Pandemia: malattia dell'anima

È vero, il covid non è soltanto una semplice influenza. È lo sguardo, scuro e rassegnato, di un bambino con una maschera che gli comprime il volto e gli toglie il respiro. È la preoccupazione e l'angoscia di un padre, che si trova costretto a rinnovare il suo lasciapassare una volta ogni sei mesi per portare il pane a tavola.

È vero, il covid non è un banale stato febbrile. Sono gli occhi tesi e ricolmi di lacrime di una madre che si vede negato l'accesso alla scuola dei suoi figli, è la socialità mutilata e l'impossibilità di fare sport per i nostri ragazzi, è l'aria viziata che, tutti i giorni, inaliamo a pieni polmoni.

Non è vero che il covid è solo un raffreddore. È il tempo rubato, il sorriso negato, la solitudine ed il terrore di un anziano, l'odio seminato dai media, la distanza è l'atomizzazione sociale caratterizzante il nostro dissennato evo. È la vita continuamente calpestata, vituperata, malmenata, sconvolta, morsicata. È la letargia della logica e del buonsenso, un attacco frontale all'uomo ed alla sua natura.

Non è vero che il covid è solo una semplice influenza. È l'eutanasia di un popolo ipocondriaco che ha accettato ogni nefandezza per il quieto vivere. È il tramonto del diritto positivo e naturale. È lo schiaffo alle libertà fondamentali di tutti, vaccinati e non vaccinati, guariti, con 3 dosi, con o privi di lasciapassare, senza distinzione alcuna.

È proprio vero: il covid non è malanno stagionale, come tutti gli altri. Esso è, soprattutto, malattia dell'anima.