Saper tacere ed ascoltare - Filone d'Alessandria

Ci sono dunque uomini per i quali è conveniente solo ascoltare e non parlare, e di questi è detto: «Fa’ silenzio e ascolta»: davvero un ottimo precetto! Siccome l’ignoranza è sfrontatezza e chiacchiera, il primo rimedio è il silenzio; il secondo è l’attenzione rivolta a coloro che dicono cose degne d’essere ascoltate. Non si deve pensare, tuttavia, che questo sia l’unico signifi­cato del precetto: «Fa’ silenzio e ascolta». Esso ne esprime un altro ancor più profondo. Infatti, non incita solamente a far silenzio con la lingua e ad ascoltare con le orecchie, ma anche a far silenzio e ad ascoltare con l’anima. Molti, infatti, pur andando ad ascoltare qualcuno, non ci vanno con le loro menti, ma vagano fuori e van pensando a mille cose su mille argomenti: fac­cende di famiglia, faccende degli altri, faccende private e faccende politiche, di cui sarebbe stato meglio, in quel momento, non ricordarsi. Tutte queste cose, per così dire, le vanno enumerando una dopo l’altra, e, a causa della gran confusione che nasce dentro di loro, non riescono ad ascol­tare chi parla: questi parla, ma non come fosse tra uomini, bensì tra pupazzi senza anima, che hanno orecchie, ma non sentono. Se, dunque, l’intelletto deciderà di non occuparsi di nes­suna delle cose che vengono dal di fuori, né di quelle che serba nel suo intimo, ma, mirando alla quiete e alla tranquillità, si protende verso Colui che parla, facendo silenzio secondo il precetto di Mosè, allora potrà ascoltare veramente con attenzione: altrimenti non ne avrà mai la forza.


Fonte: tratto da "L’erede delle cose divine" di Filone d'Alessandria