Sexting

Lo chiamano sexting, l'ennesimo inutile inglesismo, perché la parola inglese nobilita qualsiasi cazzata.

Ogni cosa, per sembrare seria, deve arrivare da oltreoceano.

Si sente dire che oggi si corteggia molto meno, mentre le richieste e i messaggini su instagram crescono di giorno in giorno. Ovviamente... intere generazioni crescono senza aver mai tollerato l'attrito di un'altra persona in carne e ossa, e non sanno più leggerla.

Il maschio impara la femmina da un flusso di immagini, la femmina impara il maschio da una fila di richieste. Si fraintendono perché non si frequentano, e non si frequentano perché ogni incontro reale esige quel sano imbarazzo, quella presenza, che il telefono ha insegnato a evitare. Ci si nasconde dietro schermi.

Ma la tecnologia è solo un aspetto.

Abbiamo poi altri fattori come il solito politicamente corretto. L'apprezzamento per strada, che un tempo era un'audacia, a volte una goffaggine, oggi si chiama con un altro patetico anglicismo: "catcalling". Un reato morale.

Il risultato è una generazione di maschi terrorizzati e di femmine abituate a leggere ogni sguardo come un'imputazione. Nessuno osa più dire una parola di troppo, nessuno osa più fare un passo falso, e allora nessuno fa più alcun passo. Poi però dietro il buio degli schermi si scatenano tra anonimato e oscenità di qualsiasi genere.

La prudenza politicamente corretta, inglesismi farlocchi e la comodità degli schermi si danno la mano, e tra i due sessi si scava un fossato sempre più profondo.