"Oltre l'abisso: geografia del black metal e ascesi"

Come è già accaduto con la prima parte, “Dal nichilismo alla trascendenza: il black metal come fenomeno spirituale”, tradotto in tre lingue, sentirete parlare poco di questo libro dalle riviste di settore.
Perché abbiamo dedicato due volumi a una forma musicale che la cultura ufficiale considera marginale, adolescenziale, al limite grottesca? La risposta è all'interno del testo.

Questa seconda e ultima parte, percorre il genere come nessun altro ha fatto finora. È un'analisi geografica e spirituale: come questa musica, nata in un preciso momento storico e culturale del Nord Europa, si è propagata in ogni angolo del mondo trasformandosi — assorbendo le tensioni locali, le tradizioni precristiane, le crisi identitarie, le esigenze ascetiche che ogni civiltà porta con sé in modi diversi.

Il black metal come fenomeno globale non è mai stato letto attraverso la lente della Tradizione, della ricerca interiore, del rapporto tra uomo e sacro — nei suoi aspetti più oscuri e più alti al tempo stesso. Qui lo è.
Chi legge questi testi sa già che non cerchiamo il consenso facile. Chi li ignora, per convenienza o per paura, conferma involontariamente la necessità di scriverli.

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Comunali e quote rosa

Nelle elezioni nazionali si vota un partito, si elegge un rappresentante, e poi quel rappresentante segue diktat che arrivano da organismi sovranazionali che nessuno ha eletto. Il margine di manovra è risicato, la sovranità è una finzione scenografica. Le elezioni comunali sono un'altra cosa. Chi vince si occupa delle strisce pedonali sotto casa tua, del parcheggio nel tuo quartiere, della manutenzione delle strade, dei servizi che tocchi ogni giorno con mano. Qui la politica è amministrazione concreta della vita quotidiana. Per questo il voto comunale vale, nonostante i soliti meccanismi in cui si candidano cani e porci in cerca di sistemazione. Detto questo, la solita questione dei sessi è ridicola. Per esprimere le preferenze ai consiglieri, si è obbligati a indicare un uomo e una donna. Non i due che si ritengono più competenti. Se si valuta che i due candidati migliori sono entrambi uomini, o entrambe donne, non importa, la parità di facciata viene prima della qualità. Bisogna scegliere qualcuno che non reputi all'altezza semplicemente perché appartiene al sesso giusto per quella casella. Questo sarebbe rispetto per le donne? È una certificazione istituzionale che, lasciati liberi, i cittadini non sceglierebbero abbastanza donne, quindi bisogna costringerli. Un insulto travestito da tutela. Il Comune merita attenzione. Meriterebbe anche elettori liberi di scegliere i migliori, senza ridicole quote rosa.



Struttura

Chi se la prende con il mondo senza interrogarsi su se stesso è miope. Credere che il disordine sia là fuori, in qualcosa da correggere, riformare, abbattere. La politica, l'attivismo, il progresso, tutte parole che promettono di agire sul mondo come si agisce su un oggetto esterno, separato da chi lo maneggia. L'obiezione classica è che il mondo continua a fare schifo anche quando le persone migliorano. La guerra esiste indipendentemente dal mio stato interiore. Il corrotto comanda a prescindere da quanto io sia integro. Vero. Ma difatti non si sostiene che l'uomo "trasformato" fermi le guerre con la meditazione. Si sostiene che ogni sistema umano è la somma esatta di chi lo ha costruito e di chi lo ha lasciato fare. Chi non ha fatto i conti con la propria invidia costruisce gerarchie che puniscono il merito. Chi non riconosce la propria mediocrità la perseguita negli altri. È così via. Il corrotto non governa nel vuoto. Governa perché altri, non "trasformati", non onesti con se stessi, lo eleggono, lo coprono, lo imitano, lo invidiano in silenzio. È struttura. Non è banale pensiero positivo, non è un concetto new age. Lo diceva Socrate 2400 anni fa. Il cambiamento reale comincia interiormente, dove fa più paura guardare.