Truffe scolastiche

Il sistema dell'insegnamento italiano è puro sfruttamento. Non ti sfrutta un capo, ti sfrutta un algoritmo di punteggio che decide se a settembre avrai un lavoro.

La laurea non basta mai perché non deve bastare, se bastasse, il giro si fermerebbe. Serve il ventiquattro crediti formativi, poi il corso abilitante, poi l'aggiornamento, poi la certificazione x o y, poi il master che vale un punto e mezzo in graduatoria e costa quanto uno stipendio. Ogni scoglio ha un ente che lo eroga a pagamento, spesso privato, spesso accreditato da un ministero che avrebbe dovuto vigilare e invece si è limitato ad aprire il mercato.

Chi ha bisogno del punto lo compera, e chi vende il punto non ha alcun interesse a che il bisogno finisca.

Chi può permettersi corsi, viaggi per le sedi, mesi di supplenze scomode ha qualche probabilità. Chi non può, resta fuori, indipendentemente da quanto sappia insegnare.

Ovviamente questi meccanismi non portano all'innalzamento della qualità ma il suo esatto contrario.

La competenza pedagogica reale, quella dote innata, che si modella con anni di pratica in classe, viene sistematicamente scavalcata da chi ha semplicemente accumulato più carta.

Un sistema che non è in grado di misurare l'insegnamento ma sa misurare la capacità di navigare l'insegnamento come pratica burocratica.

La scuola italiana...quell' architettura che sforna automi ed è disegnata per estrarre denaro a chi vuole lavorarci.