Esiste una tipologia di narrazione che non può mai
essere smentita dai fatti, perché si è costruita l'immunità logica come
condizione fondante.
Facciamo per esempio riferimento alla narrazione Q su Trump. Il meccanismo è
semplice: quando una previsione non si avvera, non è un errore, è parte del
piano. Quando il piano viene smentito, era ovvio che sarebbe andata così.
Quando anche questa spiegazione cade, emerge un piano dentro il piano. La
teoria non spiega mai la realtà, la insegue, adattandosi camaleonticamente ad
essa.
Il risultato è una narrativa perfetta. Trump non può sbagliare perché ogni sua
azione, qualunque essa sia, viene post-razionalizzata dentro lo schema. Se fa
la guerra è per evitare qualcosa di peggio, se non la fa è il messia della
pace, se è amico con un nemico lo sta trollando, se litiga con un alleato è una
strategia. Un sistema che spiega sempre tutto senza spiegare niente.
Questa roba qua viene venduta come geopolitica ma è in realtà narrativa con
struttura da romanzo popolare dove ci sono tutti gli ingredienti di successo.
Allora abbiamo il protagonista salvifico, il grande piano nascosto, le élite
sconfitte nell'ombra, la vittoria finale che arriva eh, è sempre dietro
l'angolo, bisogna solo avere fiducia. Come in ogni serie ben costruita, non
puoi smettere di seguirla perché vuoi vedere come va a finire. E questo,
naturalmente, funziona benissimo come prodotto, vende libri, crea canali
social, ottiene interviste ed ospitate, visibilità, soldi.
Ma se il piano è sempre in corso, se la vittoria è sempre imminente, se ogni
sconfitta è in realtà una mossa, a che punto la gente che segue queste strambe
teorie smette di crederci? La risposta è: mai. Bisogna perseverare. Si fonda
tutto sull'attesa, devi avere fiducia nel piano nascosto, sederti, sperare,
aggredire chi non coglie tale fantomatico piano e immergerti nella narrazione
cialtronesca.