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Il decadimento artistico non è una questione generazionale

 

Ogni volta che si critica la musica contemporanea puntuale arriva chi afferma "Anche ai nostri tempi i genitori dicevano che la musica che ascoltavamo non valeva nulla!".

No... mettere sullo stesso piano fenomeni musicali profondamente diversi è scorretto. Quando i genitori criticavano i Beatles, i Led Zeppelin, i Pink Floyd o gli Iron Maiden, contestavano artisti che componevano, sperimentavano, costruivano melodie, sviluppavano arrangiamenti e contribuivano, ciascuno a modo proprio, all'evoluzione del linguaggio musicale. Si poteva amarli oppure detestarli, ma esisteva un lavoro creativo concreto da discutere, un universo sonoro da esplorare, una personalità artistica da riconoscere.

Oggi, invece, se guardiamo ai vertici degli ascolti su YouTube, con nomi come Geolier, Sfera Ebbasta, Anna Pepe e Shiva, ci si chiede quale sia l'idea di musica dominante. Non c'entra nulla il conflitto generazionale.

Qui il problema non è che questi "artisti" siano giovani, che utilizzino un linguaggio diverso o che non suonino come i musicisti di quarant'anni fa. Il problema è un modello produttivo nel quale la componente musicale tradizionale (melodia, armonia, esecuzione strumentale, arrangiamento) è sempre più marginale, mentre assumono un ruolo centrale le basi programmate, i loop, le formule con voce elaborata, spesso attraverso l'Auto-Tune. La differenza rispetto al passato non può essere liquidata dicendo che ogni generazione considera mediocre la musica della generazione successiva. Bisognerebbe almeno confrontare i linguaggi, le tecniche, le ambizioni creative e i risultati. La musica può evolversi, contaminarsi, rompere ogni regola e reinventarsi. Ma se, per difendere qualsiasi prodotto contemporaneo, l'unico argomento rimasto è che "anche i nostri genitori criticavano la musica che ascoltavamo", non ci siamo..

Questa non è una sterile guerra tra generazioni, c'è da comprendere come si è giunti ad un degrado musicale di tal portata, specchio dell'attuale società. Tutelare i ragazzi da tale accozzaglia musicale è un dovere di ogni genitore.