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Si può fare a meno dello smartphone?

Chi oggi può permettersi di non usare uno smartphone?
Obiettivamente nessuno e chi dice il contrario sta delegando qualche funzione a conoscenti che lo hanno. 

Funziona così, nessuna tecnologia si impone da sola, la si rende necessaria eliminando ciò che le stava accanto. Si fa sembrare naturale una decisione presa da qualcuno, con interessi precisi..

Il primo interesse è la tracciabilità. Lo sportello non registrava nulla di te, la procedura digitale registra tutto, chi sei, dove sei, che cosa paghi, a chi scrivi, quando entri e quando esci. Il telefono è un guinzaglio che il cittadino compra, ricarica e porta con sé di propria iniziativa.

Il secondo è la revocabilità. Quando l'accesso al denaro, ai servizi, al lavoro e alla scuola dei figli passa da un profilo, ogni diritto diventa sospendibile con un clic. 

Il terzo è la docilità che nasce dalla dipendenza. Chi non può fare a meno di un sistema ne accetta le condizioni, tutte. 

Le tre cose, prese insieme, descrivono un cittadino sempre leggibile, sempre sospendibile, sempre conforme. 

Nessuna di esse ha richiesto una legge che obbligasse a possedere un telefono. Nulla è obbligatorio, ma è come se lo fosse.

Lo smartphone è solo il supporto materiale di una trasformazione più antica, in cui il diritto smette di essere qualcosa che si possiede e diventa qualcosa che si ottiene, di volta in volta, a condizione di essere identificabili. 

È una scelta politica, nessuno ha mai potuto sceglierla. Ciò che si decide altrove arriva a noi con il nome di progresso, e il progresso, per definizione, non si discute.

Non hanno tolto la libertà di vivere senza telefono, hanno tolto tutto il resto, e il telefono è rimasto l'unico modo di riaverlo.