Italia 2020: un racconto

Italia, 2020. " Sempre caro mi fu quest'ermo colle, e questa siepe, che da tanta parte dell'ultimo orizzonte il guardo esclude...."  La voce di tuo figlio riecheggia chiara e vigorosa dalla stanza accanto, riempiendoti d'orgoglio e soddisfazione. Sta preparando l'interrogazione di italiano che avrà l'indomani. Fa solo la terza media, ma intravedi in lui l'uomo che sarà. Deciso, fiero, che non si abbatte alle prime difficoltà. Gli hai trasmesso la passione per i classici, per la letteratura e la filosofia. È curioso, vuole indagare, non si ferma alle apparenze, allena il suo spirito critico. Apri leggermente la porta che divide il soggiorno dalla sua camera. Sbirci senza farti vedere, non vuoi rovinare il momento. Sorridi teneramente. "Ho fatto un buon lavoro" pensi tra te e te. " È stato faticoso, ma ne è valsa la pena..."Fuori la pioggia è incessante. I tuoni minacciosi, il bagliore dei fulmini, il ritmico scroscio dell'acqua nelle strade deserte, sulle tapparelle e sui vetri delle finestre, fanno da contraltare al calore domestico, rendendo ancor più piacevole la serata. Decidi di rilassarti. Prepari un vecchio vinile. La luce soffusa del tuo studio rende l'atmosfera quasi magica. I libri, il vecchio giradischi, un buon calice di vino. Tutto sembra perfetto. In lontananza, rumori di cucina. Tua moglie sta preparando la cena. Un brusio in lontananza frantuma l'idillio. È la TV. Una voce roca si fa strada nelle tue meningi. Riesci malapena a percepirne il suono. Dalle prime sillabe pronunciate, sembra che a parlare sia il premier. "Vuoi vedere che è per la questione di quel virus cinese?" Il tuo volto si contrae, ti si gela il sangue. Tua moglie ti chiama. " Amore, corri, senti cosa sta dicendo il presidente del consiglio!!!". Lasci il tuo studio lentamente, quasi trascinandoti. Già lo sai cosa sta per accadere. Entri in salone. Tuo figlio è già lì. La TV illumina la stanza, catalizzando il tuo sguardo, sempre più preoccupato, sempre più torvo. L'"avvocato" conferma le tue intuizioni. La zona rossa è estesa a tutta la penisola. Non solo a Codogno, non solo in Lombardia: il morbo è ovunque. Hai il cuore in gola. Non ti capaciti, non ti sembra vero. " Ma non avevano detto che il virus in Italia non sarebbe mai arrivato? " La tua famiglia ti guarda spaesato. Cerca in te risposte, forza, protezione. " Ma non avevano chiuso i voli dalla Cina? Non avevano detto che non c'era nulla di cui aver paura? Abbraccia un cinese! Mangia un involtino primavera! Ed ora? Ci chiudono in casa? Qui qualcosa non torna....non mi convince nulla di questa gestione dell'emergenza! Mi sbaglierò, ma sento puzza di bruciato....non era mai successo che bloccassero il paese, segregando le persone tra quattro mura!!!" Tua moglie ti osserva, è interdetta. Anche a lei non convince la situazione, ma tenta di essere "razionale". Ti stringe a sé, tenta di calmarti. " Ma vedrai, tutto si risolverà in poco tempo. Non hai sentito il presidente? Ha detto che andrà tutto bene, che entro poche settimane sarà tutto finito." Incroci lo sguardo di tuo figlio. Avete le stesse sensazioni, lo stesso terribile presentimento: nulla sarebbe stato più come prima. I tuoi pensieri sono un vortice irrefrenabile. Terribili scenari si rincorrono nel tuo cervello, quasi sopraffatto dal terrore. E se fosse il pretesto per una svolta autoritaria? E se il patogeno fosse un mito fondativo su cui costruire un nuovo ordine sociale? Respiri profondamente. Recuperi le energie. "Amore spero di avere torto..." dici sommessamente" ma dubito che tra quindici giorni ci riabbracceremo più forte di prima...."



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