Uomini e animali, pari dignità? - E.G.Tedeschi

Oggi sembriamo disprezzare la vita umana e amare invece gli animali e le piante.
Suggerisco, pertanto, (con un pizzico di ironia) di tentare di riconoscere le nostre superiorità... pensando a noi stessi e alla nostra personale perfezione, anziché ai nostri imperfetti simili.

Crediamo ancora alla superiorità delle facoltà materiali dell’uomo (le ha ancora?).
La scienza spiega che l’uomo possiede energie meccaniche,fisiche e chimiche, come ogni altra specie animale e vegetale. Di queste si serve per la sua conservazione e riproduzione, come le altre specie, ma le sue, ci spiegano sempre gli scienziati, sono superiori essendo biochimiche, organiche e fisiologiche. Come ogni altra specie animale ha particolari funzioni sensitive interne ed esterne, con cui relaziona con il mondo esterno. Sensazioni esterne, direi assimilabili a quelle animali sono per esempio quelle dei sensi: olfatto, udito, gusto, vista, ecc. Sensazioni interne, quali memoria e forse fantasia, a livello infimo possono trovarsi negli animali. Ma non assimilabili a quelle animali, sono per esempio l’immaginazione, le emozioni, i sentimenti, le aspirazioni, e soprattutto la coscienza.
I sensi dell’uomo, grazie a un processo fisiologico, percepiscono il mondo esterno e questo sì ripercuote sulla sua sensibilità interna. Nell'uomo la coscienza, che è essa stessa facoltà riflessiva dell’intelletto, genera un processo psichico che si riflette sul suo organismo provocando il processo di consapevolezza di ciò che accade e quindi la capacità di saper giudicare il bene e il male. Funzioni sensitive e organiche sono in relazione fra loro in modo molto diverso dal' animale. Mentre l’uomo dispone di facoltà non solamente sensibili e raggiunge un fine, non solo usando i sensi, ma anche fattori quali “l’astratto, il necessario, l’universale”, l’animale invece raggiunge il fine con mezzi determinati e costanti. Questo spiega perché l’animale non progredisce mentre l’uomo è un continuo progredire.
Essendo l’uomo superiore alla materia e non soggiacendo esclusivamente alle sue leggi, le facoltà materiali sono insufficienti a spiegare la sua natura. Si riconosce pertanto che non è né un vegetale né un animale. Ciò, nonostante gli sforzi fatti da scienziati gnostici per convincerlo sia direttamente negando l’anima, sia indirettamente valorizzando gli animali (e tra poco i vegetali) a pari dignità dell’uomo. Ma per capire cos'è realmente l’uomo, bisogna analizzare ciò che non è visibile e sensibile, ovvero la vita superiore dello spirito.

Fonte: tratto da "Dio è meritocratico", di E.G.Tedeschi (ed.Giubilei Regnani)