Cristo come Personalità extradivina – F.Schelling

[Il contenuto del Cristianesimo é la Persona di Cristo.]
 
Quanto più è ricco il contenuto della Rivelazione, quante più complicazioni esso offre, tanto più io mi vincolo alla legge di iniziare lo svolgimento dal punto essenziale, e di esprimere in primissimo luogo il pensiero base del Cristianesimo con la riserva di spiegare e di mostrare in seguito ogni sua particolare determinazione. Per la Rivelazione, che noi trattiamo come l’opposto della Mitologia e del Paganesimo, non intendiamo altro che il Cristianesimo. La rivelazione dell’Antico Testamento, infatti, é il Cristianesimo solo come presentimento e profezia, e viene compresa solo nel Cristianesimo e attraverso di esso.
Ora, il contenuto proprio del Cristianesimo è interamente la Persona di Cristo; questa é insieme il legame dell’Antico e del Nuovo Testamento. Anche il contenuto ultimo è proprio dell’Antico Testamento, infatti, é il Messia. Si può dunque dire: in una filosofia della Rivelazione si tratta solo, o eminentemente solo di comprendere la Persona di Cristo. Cristo non è il Maestro, come si e soliti dire; Cristo non è il fondatore, egli é il contenuto del Cristianesimo. Chiunque, se non è già abituato a far violenza alle più chiare espressioni del Nuovo Testamento, deve riconoscere senz’altro che alla Persona di Cristo viene attribuito nel Nuovo Testamento un significato più alto di quello meramente umano e comunemente storico.
 
[Cristo come la Potenza mediatrice della creazione che, alla fine della creazione, si pone come Signore dell’essere, e, attraverso l’uomo, viene spossessata.] 
 
D’altro canto, deve risultare a chiunque straordinariamente difficile attribuire a una Personalità che non gli è nota prima del momento in cui appare in forma umana, che per lui è meramente storica, attribuire a una tale Personalità, dato ciò, un’ esistenza preumana, anzi prima del mondo; egli si troverà naturalmente inclinato a riconoscere questo solo come una rappresentazione con la quale in un processo ulteriore la Persona del grande fondatore di una religione è stata avvolta ed esaltata. Chi non sa nulla di storia sovrastorica non ha alcun spazio nel quale possa collocare una personalità come Cristo.
Noi però veniamo da un mondo in cui una tale Personalità può venire compresa e penetrata. Conosciamo dall'inizio del mondo una Personalità demiurgica, una potenza mediatrice della creazione, che alla fine della creazione si realizza come Signora dell’essere, e con ciò come Personalità divina. Attraverso l’uomo, essa viene nuovamente posta fuori di questa realizzazione, spossessata. In verità, essa con questo non cessa di essere anche in se stessa Personalità divina: interiormente essa non viene mutata, la sua volontà, la sua coscienza sono sempre le stesse, ma di fronte al nuovo principio sorto (che non-dovrebbe-essere) essa è di nuovo in posizione di negazione e di sofferenza - di fronte a questo essere, essa, che lo deve nuovamente sottomettere a sé, non è più Signora, ma in inizio solo potenza che agisce naturalmente. Il principio che non-dovrebbe-essere, infatti, si è sollevato solo per essere di nuovo sottoposto a lei - attraverso un processo al quale la potenza mediatrice non può  sottrarsi, appunto perché essa è in dominio dell’uomo, non può rifiutarsi: fuori di essa la coscienza umana dovrebbe totalmente cedere, lasciarsi annichilare, distruggere, ma questo è contro la sua autentica, nascosta certo, ma pur sempre divina volontà, come contro la volontà del Padre, che non vuole che il mondo sia perduto.
Ora, però, viene il momento, in cui la potenza mediatrice si è di nuovo fatta nella coscienza umana Signora di quell’essere in cui essa nuovamente ha una Signoria ed é con ciò anche (esternamente) di nuovo Personalità divina. Ma essa é Personalità divina in quanto Signora sopra l’essere che il Padre non le ha dato - l’essere che essa possiede indipendentemente dal Padre. Con ciò la Personalità divina è essa stessa indipendente dal Padre, e perciò in questo momento, secondo il suo essere, dovrà essere determinata come Personalità divina-extradivina: come divina, perché è Signora dell'essere; come extradivina, perché possiede questo essere come uno che non le è dato da Dio, che è dunque indipendente dal Padre, con cui essa può dunque anche incominciare ciò che vuole, e lo potrebbe padroneggiare senza più interruzioni come qualcosa di indipendente dal Padre. In ciò sta la sua libertà. Questo si deve sapere, per intendere quell’ obbedienza di Cristo, della quale tanto si discorre e che è tanto importante. Il Figlio potrebbe esistere indipendentemente dal Padre nella sua propria Signoria, egli potrebbe certamente essere, fuori del Padre, non il vero Dio, ma potrebbe fuori e senza del Padre essere Dio, cioè Signore dell’essere, non Dio secondo l’essenza ma actu. Questa Signoria, che egli potrebbe avere indipendentemente da Dio, il Figlio invece la disprezzò, e in ciò egli è Cristo.
Questa è l’idea base del Cristianesimo.

Fonte: "Filosofia della Rivelazione", di F.Schelling (Rusconi)