Intervista Klangstabil


Boris May e Maurizio Blanco sono due musicisti tedeschi che sperimentano insieme nel campo dell’elettronica dal 1994.
Il loro progetto si chiama Klangstabil.
Dopo una partenza minimalista, Maurizio Blanco e Boris May, decidono di abbracciare linee dance che sconfinano nell’ IDM, nella space music e nella drum'n'bass.
I risultati sono più che discreti e di ottima prospettiva.
L’ultimo “Math and Emotions”, risalente al 2008, contiene una ricchezza d’influenze differenti in perfetto equilibrio tra il matematico arrangiamento dei sequencer e le vocals rabbiose di May.
Abbiamo incontrato Boris May per fargli qualche domanda in merito al progetto Klangstabil e al suo futuro.

Ciao Boris, benvenuto.
Klangstabil è un progetto poco conosciuto nel nostro paese che meriterebbe certamente più considerazione. Raccontaci in breve la genesi del progetto.

Ciao a tutti.
Io e Maurizio ci siamo conosciuti tramite un amico comune. Personalmente volevo realizzare alcune idee musicali e Maurizio aveva già un piccolo studio a casa sua. Così man mano cominciammo a lavorare assieme con le attrezzature e trovammo divertente la collaborazione, il fatto di scambiarci idee. Ben presto ci fu per noi l’opportunità di suonare dal vivo, fu il nostro primo concerto ed avvenne ad una festa privata. Suonammo in un salotto molto borghese appartenente ai genitori di un nostro amico. Dopo la festa riuscimmo ad ottenere immediatamente il nostro primo contratto discografico e così una cosa tira l'altra...
Fino al 2000 abbiamo lavorato principalmente in analogico e registrato i nostri brani su DAT, dopodiché  abbiamo sempre lavorato con il software.

Nell’ultimo disco comparite tu e Maurizio durante una partita a scacchi. Come nacque il concept di “Math and Emotion”? Ci è venuto in mente “il Settimo Sigillo” di I.Bergman, gli scacchi come metafora dell’esistenza?

E 'certamente una metafora della nostra esistenza. Ma all'inizio, c'era una ragione ben precisa per interessarsi agli scacchi.
Poco dopo l'uscita dell'album "TNS" avvertivo un affaticamento mentale e stavo cercando un modo per contrastarlo e quindi ho iniziato ad interessarmi agli scacchi per allenare il mio cervello.
Effettivamente usiamo il nostro cervello sempre meno, o per meglio dire , lo usiamo in modo diverso, lo conserviamo. La memoria si trova in rete o nel cloud.
Si può richiamare praticamente qualsiasi cosa in qualsiasi momento e ovunque.
Questo cambiamento è così rapido e globale, che può davvero far paura e la massa non si accorge di nulla.
In ogni caso, durante una partita a scacchi, ho notato che non solo si utilizza la straordinaria capacità di pensare, ma sono coinvolte anche molte emozioni, che ovviamente, si cerca di sopprimere come in una partita di poker.
Tempo fa organizzai un torneo di scacchi, al fine di osservare come i giocatori tentavano di controllare le loro espressioni facciali durante il gioco e come reagivano quando si arrivava alle mosse finali sino alla vittoria o alla sconfitta. Queste sono alte prestazioni. Il corpo e la mente sono alquanto impegnati.
Per questo il titolo "Math and Emotion" che può anche riguardare la musica, poichè gli elementi costruttivi della musica, come l'intonazione, la ritmica, l'armonia si attengono a delle regole matematiche, il gioco d'insieme fa emozionare.

Canti “run the math, clarify the misery”, Pitagora sosteneva che l'universo fosse scritto in linguaggio matematico, potremmo definire la matematica come “poesia dell'universo”?

Questa è una bella osservazione a cui non avevo ancora pensato. La nostra matematica è effettivamente una tecnica creata da noi esseri umani per illustrare le leggi. Ci sono certamente forme completamente diverse della matematica e altri metodi per spiegare le cose, ma forse i nostri sensi non ce lo permettono. Ad esempio, vi è un noto autistico inglese che percepisce un numero come una forma e un numero di serie come un paesaggio. E 'una persona molto interessante, dal momento che è uno dei pochi che può comunicare aspetti dell'autismo agli scienziati.

Un altro disco che abbiamo apprezzato è stato "taking nothing seriously". Il titolo è da comprendere su più livelli, quante insidie ha secondo te il termine “nulla”? Come nacque il concept?

C'è una frase che è nel libretto, ma non è cantata nell'album. Questa dice "non siamo nulla, se lasciamo che il nulla esiste" .
Descrivo questo sempre in questo modo: un'amicizia o un legame che non viene stretto, non esiste, e non creiamo e non comunichiamo nulla a chi ci stà di fronte, siamo come senza apparenza come se non ci fossimo. Come la “Storia Infinita” di Michael Ende, il nulla è il grande antipodo alla creazione.
Ma il termine "Nulla" per me, ha anche un significato assolutamente positivo.
Sono felice di non avere niente in tasca, nessuna chiave, niente soldi, nessun documento ... in questo modo mi sento molto libero.
Un paio di anni fa ho venduto e dato via molte delle mie cose. Ho bisogno di molto poco per vivere e sono molto felice.

Il concetto si è evoluto dopo i primi brani come "Push Yourself". Dapprima ho dato più peso alle melodie in particolare, durante il lavoro per “Kopfmusik” un album che non è stato realizzato. Il lavoro con le melodie, l'ho continuato con "TNS".
Inoltre è stato aggiunto il canto e il lavoro sulle voci, ne è risultato un Mix che abbiamo dapprima dovuto spiegare a noi stessi, era qualcosa di nuovo per noi.
Le melodie fungono da chiavi, che possono aprire determinate porte emozionali .
Sino ad oggi affiniamo, lisciamo queste chiavi.

Ci sono attualmente artisti musicali italiani che gradite?

Amo la musica di molti artisti italiani. Io amo le loro voci e il modo in cui usano la loro voce, amo la vostra lingua, soprattutto la potenza e la melodia di questa lingua. E ' la lingua più bella del mondo e l'Italia è il paese più bello del mondo e spero per l'Italia che gli artisti del vostro paese possano fermare la stupidità e la corruzione.

Sempre rimanendo all’Italia, citate come fonte di ispirazione per la copertina di “math and emotion” il film di Lucchino Visconti “Il Gattopardo”. Avete mai visto “Ludwig” di Visconti sulla vita di Ludwig di Bavaria?. Quali sono i registi che apprezzate di più del nostro paese?

Non ho visto il film "Ludwig". Ma l'ho cercato su Youtube, dura  3 ore e 45 minuti! In campo cinematografico ho ancora tanto da scoprire, devo recuperare un sacco di cose e la storia del cinema italiano è sicuramente in cima alla mia lista. Al momento sto scoprendo il cinema russo che mi sta suggerendo mia moglie.

I Kraftwerk sono sicuramente stati tra i vostri più grandi ispiratori. Quali altri musicisti vi hanno influenzato?
I Public Enemy, Kate Bush, Jean Michel Jarre, molte band  anni ’80 (proprio la settimana scorsa ho richiesto Smalltown Boy di Jimmy Sommverville al dj in un club), Depeche Mode, Elvis, Radiohead, Richard Ashcroft. Inoltre  molti musicisti amici come ad esempio i Diorama. In generale essi si ispirano agli anni '80, quei suoni tutt’oggi hanno ancora un certo fascino.

Nella vostra discografia ci sono dischi molto rumoristi e sperimentali, avete intenzione di proporre sonorità simili anche in futuro o sono state solo parentesi?

Credo che i lavori sperimentali hanno contributo a creare negli anni un suono unico ed inconfondibile per Klangstabil. Gli elementi sperimentali avranno sempre un posto nei nostri futuri dischi.

Come nacque l’idea originale di assemblare suoni del game boy per “Gioco Bambino” o “Sprite Storage Format”?

La Nintendo allora aveva sviluppato un software per fare dei suoni minimi sul gameboy. Così cominciammo a giocare un po’ con quei suoni e ad amalgamarli, dopodiché registrammo tutto quello che venne fuori. Due etichette si interessarono al lavoro svolto e pubblicammo i dischi.

Grazie Boris per la breve chiacchierata, speriamo di vedervi live anche in Italia prossimamente. A te l’ultima parola.

Respect your nature.